ANNO 8 n° 290
''Il mio programma? Amare Sutri e
farla diventare il centro del mondo''
Sgarbi si mette a disposizione della città: ''Oscar Farinetti farà l'assessore''
22/04/2018 - 03:11

di Antimo Verde

SUTRI - ''Programmi elettorali? Mi fanno orrore, sono tutti uguali. Il mio è semplice: amare Sutri e farla diventare il centro del mondo''. Il vulcanico Vittorio Sgarbi, come annunciato nei giorni scorsi, è arrivato ieri a Sutri per sentire che aria tira in città dopo aver proposto la sua discesa in campo per le amministrative del 10 giugno (clicca QUI per vedere tutte le foto).

Scortato in corteo dai carabinieri e dell'amministrazione comunale come un capo di stato, il critico d'arte si è presentato poco dopo le 17 in piazza del Comune. Ad accoglierlo, una nutrita presenza di curiosi e le note della banda musicale, già nei paraggi per l'evento del weekend ''La iuta e l'alloro''. Rose rosse in dono alle signore, selfie di rito, strette di mano, carezze ai bambini e un saluto a un fan in carrozzella. È il Vittorio Sgarbi show. ''È captatio benevolentiae'' bisbiglia invece tra la folla qualche latinista, in modo malizioso.

Ma per il Vittorio nazionale non sono tutte rose e fiori. Ad attendere l'aspirante primo cittadino anche i fischi di protesta dei militanti del M5S. ''Chi c'è in realtà dietro alla candidatura di Sgarbi?'' è il quesito più gettonato. Domanda da un milione di dollari. Di sicuro, c'è un insolito scranno che non è passato inosservato: un gabinetto con la scritta, inequivocabile, ''Vittorio sei un cesso''. L'omaggio ceramico è di un altro Vittorio, Di Battista in questo caso, papà dell'ex deputato grillino Alessandro. ''È uno sgarbo a Sgarbi'' il commento di Dibba senior.

Il critico d'arte fa finta di nulla – ''Avrei dovuto bastonarli, sono fascisti, come è fascista il padre di uno di quelli che fischiavano. Io li detesto, voglio farli sparire'' dirà dopo – e prosegue il suo tour, accompagnato dal padrone di casa Guido Cianti verso il palazzo comunale prima e la sede della pro loco dopo. Penultima tappa La Cantina del Drago. Poi, a un tiro di schioppo, la chiesa di San Francesco dove Sgarbi sale sul pulpito e, seguendo l'esempio di un celebre predicatore della Georgia, rivela al mondo di avere un sogno: ''Che Roma sia seconda a Sutri''.

''Io ho fatto una valutazione geografica – spiega Vittorio Sgarbi –. Ho finito pochi giorni fa di fare l'assessore in Sicilia e sono entrato nel mondo dell'ozio totale dove dei disoccupati stabili prendono uno stipendio: il parlamento. Non riuscendo però a stare fermo, ho pensato di trovare un luogo dove fosse possibile un 'rilancio della bellezza': Marostica, Salso Maggiore, Fiuggi, Anagni, Atina, Arpino e Aquino... Nella mia mente però c'era Sutri, una città che ha un rapporto stretto con Roma, si trova sulla Cassia e al centro della Tuscia, e che può avere un futuro più aperto della stessa Viterbo. Dentro di me è nato questo sogno che è stato condiviso anche dagli amici che vivono qui come Roberto Ferri. Facendo ipotesi di collaboratori, ho avuto la disponibilità di Oscar Farinetti, un 'compagno' che ha reso l'Italia più grande nel mondo con Eataly, come assessore alla Produttività''.

L'idea di trasformare Sutri in Sgarbiland sembra piacere a molti ma il diretto interessato vuole andarci cauto, per ora. ''Io non so qui per candidarmi ma sono qui perché la città me lo chieda, magari attraverso la formazione di una lista o di una raccolta di firme. Il candidato sindaco di centrodestra ha una legittima ambizione che è frutto di un amore per la sua città. Io le ho detto che è meglio fare il vice sindaco di Sgarbi che il sindaco di Sutri perché il sindaco di Sutri può rimanere isolato per sempre, al vice sindaco di Sgarbi qualcosa invece capita, di qualunque natura...''. Risate in chiesa.

''Felice Casini (Udc) ha saputo del mio progetto e ha rinunciato alla sua candidatura. Io vorrei il centrodestra ma anche il centrosinistra, voglio una lista unica per il Rinascimento di Sutri. Mi hanno contattato gli amici della Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, perfino la vecchia Dc. Hanno dimostrato di tendere verso questa mia proposta della quale però sono il primo a dubitare, non perché non sappia come fare ma perché fare il sindaco di Sutri è un impegno che potrei benissimo evitare. Non so se ci sia più piacere nella sfida di fare questa cosa, apparentemente difficile, o nel venire qui, periodicamente, per salutare il futuro sindaco che verrà eletto...''. 

Se ci sono dubbi, meglio chiedere l'aiuto del pubblico. ''A parte i fischi e i water, lo scopo di questo incontro è chiedere ai cittadini se questa mia sensazione, cioè che Sutri meriti un'attenzione e una 'luce potente', sia condivisa. Nessuno parla mai di Sutri, si vede che qualcosa non ha funzionato nella comunicazione. Bisogna far sapere che questa realtà esiste e che può generare attenzione, attrazione e occasioni per venirci. Credo che i paesi dell'Italia centrale abbiano un potenziale straordinario: c'è Nepi, c'è Castel Sant'Elia, c'è Fabrica di Roma dove ho anche ereditato un castello. Nella Tuscia mi sono mosso sempre con una felicità senza limiti. Ma di tutte queste città, Sutri mi è sembrata quella più densa di memoria e di sogno: se c'è la possibilità di trasformare questo pensiero in una buona amministrazione si può tentare''.

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