ANNO 9 n° 290
Geotermia: Bolsena, Montefiascone e Acquapendente pronti al ricorso
Associazioni e sindaci si affidano ai legali contro l'ok del Governo al progetto
02/08/2019 - 02:30

 

VITERBO - (MDL) La battaglia è persa ma la guerra è solo all’inizio perché ora scatteranno i ricorsi contro il via libera del Consiglio dei ministri alla realizzazione dell’impianto geotermico che la società Itw Lkw Italia ha intenzione di costruire a Castel Giorgio. Il fronte del no non si dà per vinto. Da un lato ci sono le associazioni ambientaliste e i cittadini e dall’altro i sindaci che già stanno affilando le armi.

La rete nazionale Nogesi (No geotermia elettrica speculativa inquinante) sostiene che ''la via dei ricorsi giudiziari si apre oggi come l’unica strada da percorrere. E riteniamo di avere validissime carte in mano per dimostrare ai giudici, da quelli nazionali fino a quelli europei – dice l’associazione Nogesi - che quello che viene messo a rischio da questo impianto è enorme e che sono stati compiuti numerosi ed evidenti atti illeciti per favorirne ad ogni costo la realizzazione. Contro gli interessi dei cittadini e dei territori''.

Per la verità la commissione europea già a maggio di quest’anno si era espressa sulla questione delle geotermia. Sollecitata da diversi ricorsi, compreso quello presentato da una cittadina per conto del Movimento 5 stelle di Arcidosso, lo scorso 21 maggio 2019 aveva comunicato – come dice l’Associazione italiana cultura e sport e il Comitato provinciale Aics di Viterbo – ''di aver svolto raccomandazioni al Governo perché venisse effettuato un esame attento delle osservazioni da noi formulate sia a Bruxelles che con moltissima documentazione, in particolare rispetto l’impatto sul territorio''.

A capeggiare la battaglia dei sindaci della Tuscia c’è il Comune di Bolsena. Il vicesindaco Andrea Di Sorte non va per il sottile. Prima promette che: ''il ricorso al Tar non sarà solo uno slogan''’, poi avverte che Bolsena ''non sarà più una passerella per quei politici che hanno contribuito a questo scempio. Non faremo sconti a nessuno. Il nostro specchio d'acqua e la salute dei suoi cittadini viene prima di tutto''.

Gli fa eco il sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi: ''Noi continueremo a fare ciò che facciamo da anni, in una battaglia che faremo a tutti i livelli, insieme a tutti coloro che ci vorranno stare. Annunciamo perciò la nostra disponibilità a sostenere in sede giuridica un ricorso rispetto alla decisione presa''.

Picchia duro anche il sindaco di Montefiascone, Massimo Paolini: ''Io credevo che le battaglie che sono state fatte anche dall’attuale Governo soprattutto dal Movimento 5 Stelle attento all’ambiente, avrebbe trovato il modo di sospendere questo impianto. Noi abbiamo fatto tutte le manifestazioni e le rimostranze possibili contro questo progetto perché per non ci danneggia. Sentirò i miei legali comunque il lago di Bolsena subirà effetti negativi''. Le preoccupazioni del sindaco si estendono allo stato dell’acqua, ''acqua buonissima – dice Paolini – prima di arsenico e pertanto va difesa con le unghie e con i denti''.

''Vedremo se c’è la possibilità di costituirci insieme agli altri sindaci della Tuscia contro questa decisione – continua Paolini – Siamo pronti a dare battaglia. Abbiamo qui il primo lago vulcanico d’Europa, un bene comune di valore inestimabile. Non possiamo intaccare il lago di Bolsena. La decisione del Governo per me è un atto gravissimo''.

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