


VITERBO - Per i viaggiatori della ferrovia Roma Nord non ci sono solo i disagi causati dalle continue cancellazioni dei treni e del conseguente sovraffollamento in cui ci si trova a viaggiare anche in tempo di Covid. Tra le problematiche c’è anche l’incertezza sui lavori di ammodernamento della linea. In particolare quelli per il raddoppio nella tratta extraurbana, per lunghi tratti ancora a binario unico.
Ai microfoni del Tg3 ne ha parlato nei giorni scorsi il portavoce del Comitato pendolari, Fabrizio Bonanni. ''Abbiamo più volte sollecitato risposte sulle gare che sono state aggiudicate, una sul raddoppio tra Riano e Morlupo: 134 milioni di euro per cinque chilometri di tratta. I cantieri dovevano partire a luglio scorso, poi a causa del Covid tutto era stato rinviato a luglio di quest’anno. Invece adesso abbiamo saputo che i terreni espropriati sono stati restituiti ai proprietari, quindi probabilmente se ne parlerà tra altri anni. Invece, per quanto riguarda la gara per il raddoppio fondamentale tra Montebello e Riano non è stato ancora pubblicato niente. Si parlava poi di lavori di ammodernamento tra Civita Castellana e Morlupo, ma qua non parte nulla''.
Il quadro generale resta drammatico: ''Si parla tanto di ecomobilità sostenibile e poi viaggiamo con l’auto privata e il bus sostitutivo perché non c’è il treno, non c’è un collegamento stabile tra i comuni della Roma Nord. Non parliamo solo di Roma, ma anche di comuni come Civita Castellana e Viterbo che purtroppo hanno una sofferenza da questo mancato trasporto pubblico su ferro. La tratta extra urbana viene progressivamente abbandonata, soppressi i treni e messi autobus sostitutivi Lungo la tratta ci sono inoltre oltre 100 passaggi a livello, molti dei quali incustoditi''.
Il futuro è una incognita: ''I primi nuovi treni dovrebbero arrivare probabilmente nel 2025, noi dovremmo stare altri 4 anni con questi treni che sono abbastanza malandati, alcuni senza servizi igienici e senza aria condizionata per la metà del convoglio, quindi d’estate viaggiamo su dei forni''. E poi le barriere architettoniche: ''A volte abbiamo dovuto prendere le persone di peso con la carrozzina portarle sul treno e farle scendere''.