ANNO 9 n° 234
''Disdette negli agriturismi per paura dei fitofarmaci''
Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici ai sindaci: ''Basta allarmismi''
16/07/2019 - 06:37

VITERBO - Disdette negli agriturismi della Tuscia per l'allarme sui fitofarmaci. A segnalarlo è stato ieri il presidente provincia di Coldiretti, Mauro Pacifici, preoccupato, nel corso dell’incontro che si è svolto in Prefettura tra i sindaci della provincia e i rappresentanti del mondo agricolo. “Anche per questo – ha detto Pacifici – ci piacerebbe che si abbassassero un po’ i toni. Noi abbiamo deciso di farlo, per non fare fughe in avanti con dichiarazioni fuori luogo che potrebbero compromettere il dialogo. Invece ci sono sindaci che a ogni ordinanza finiscono sui giornali, come se per ogni buca tappata ci fosse un articolo”.

Ha spiegato Pacifici: “Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di aziende agrituristiche di prenotazioni che nelle ultime settimane hanno subito disdette. I clienti che avevano scelto la Tuscia per un breve soggiorno, ora invece si dicono allarmati per quello che sentono sta avvenendo nella nostra provincia per quanto riguarda l’utilizzo dei fitofarmaci”.

Un fenomeno, secondo Pacifici, dovuto anche a una falsa narrazione. “Si dice per esempio che i noccioleti nel Viterbese si starebbero espandendo. Che saremmo davanti a una monocoltura. Invece dalla lavorazione di oltre 5mila domande Pac, a noi risulta un incremento delle piantagioni minimo, dello 0,2 per cento. Inoltre, parlare di monocoltura nella Tuscia è del tutto fuori luogo vista la presenza di altre coltivazioni molto diffuse come quella del kiwi o della patata, o ancora, la produzione di vino e di olio”.

Durante l’incontro Coldiretti ha chiesto in sostanza che i sindaci smettano di emanare ordinanze, e di definire invece tutti insieme regole che valgano per tutti i comuni, in maniera uniforme, partendo dal Pan (Piano azione nazionale) e dalle linee guida sull’uso sostenibile dei fitofarmaci già fissate in Provincia alcuni anni fa. Inoltre, l’associazione di categoria, chiede che i divieti si concentrino sulle zone altamente urbanizzate dei paesi e non anche sulle campagne.







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