ANNO 9 n° 288
Day 4: Riflessioni... Il viaggio di Gioia Tarulli
#followgioia - Vince borsa di studio e vola a Los Angeles.
11/02/2016 - 14:57

LOS ANGELES - Riepilogo dei giorni precedenti. Gioia Tarulli vince una borsa di studio in California e parte per seguire prestigiose lezioni nelle 5 scuole più importanti di Los Angeles.

Day 1: il viaggio con scalo a Parigi; Day 2: un giro veloce nelle scuole; Day 3: iniziano le lezioni...

Day 4: 'La giornata è iniziata con una lunga camminata fino al The Edge dove ho praticamente passato tutto il giorno, dalle 11 alle 19. È stata una giornata molto intensa e piena di riflessioni… su cui vorrei soffermarmi, partendo dal fatto che il livello dei danzatori, sia studenti che coreografi, è altissimo, credo che ci sia una differenza enorme con l’Italia, al di là della tecnica e degli stili: la mentalità!

Innanzitutto qui a Los Angeles, ma anche in molti altri paesi esteri, in cui ho avuto il piacere di studiare, la danza è un modo per stare bene, le scuole sono piene di gente che vuole danzare. Tutti ballano, uomini e donne, ballano per loro stessi, per il loro personale piacere. Durante le lezioni, sono tutti felici e sorridenti, pieni di entusiasmo, rispettano profondamente il lavoro del coreografo insegnante, ricoprendolo di applausi e riconoscendo il valore artistico della sua composizione e tra di loro si danno il cinque o si abbracciano se riescono ad eseguirla perfettamente e spesso gli insegnanti premiano gli allievi più bravi facendoli esibire da soli mentre gli altri guardano.

E’ uno scambio molto forte che cerca ogni lezione di spingersi oltre i propri limiti. Spesso la vita di un ballerino è molto frustrante perché si ricerca continuamente la perfezione: le linee, il fisico, il collo del piede, la tecnica, l’apertura, non sono mai abbastanza. Ecco…qui trovo questa differenza fondamentale perché quello che per uno studente di Los Angeles è uno stimolo, per uno italiano diventa è un limite: infatti la tecnica è fondamentale, ma non deve essere mai dimenticata la passione, la grinta, l’espressività.

Focalizzandosi su questo, si entra in una realtà totalmente positiva ed appagante, ogni danzatore cerca di dare il massimo e di esprimere se stesso già dalle prime prove della coreografia, nessuno si risparmia o si demoralizza, nessuno si sente giudicato o non in grado di fare delle cose e questo è spesso lo spirito che manca nelle nostre scuole in cui abbiamo tanta tecnica, tanta selezione fisica e altrettanti limiti.

La libertà è un cosa fondantale! Qui tutti i coreografi chiedono di “personalizzre” il pezzo mettendoci dentro le proprie emozioni ed i propri sentimenti. Sono sicura che tutto questo mi mancherà, ogni lezioni qui è una festa per cui ci si sente privilegiati di fare parte e di poter condividere con gli altri!'






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