ANNO 16 n° 84
Dall’Europa ai territori: a Viterbo la giornata di formazione sui fondi UE per lo sviluppo locale
Confronto e dialogo all’Università della Tuscia. Istituzioni europee, nazionali e regionali insieme per rafforzare il dialogo tra Europa e territori e preparare la nuova programmazione post-2026
Francesco
24/01/2026 - 00:46
di Francesco Maria Ricci

VITERBO – Avvicinare l’Europa ai territori e fornire agli enti locali strumenti concreti per trasformare le opportunità comunitarie in progetti di sviluppo reale. È questo l’obiettivo della giornata di formazione “Dall’Europa ai territori: come utilizzare i fondi UE per lo sviluppo locale”, in programma ieri venerdì 23 gennaio, a partire dalle ore 10.00, presso l’Aula Magna dell’Università della Tuscia, a Viterbo.

L’iniziativa, promossa dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, è stata fortemente voluta dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e realizzata in collaborazione con ANCI Lazio, Cassa Depositi e Prestiti, la Banca Europea per gli Investimenti (BEI), l’Università degli Studi della Tuscia e il Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della rettrice Tiziana Laureti, che ha sottolineato il ruolo centrale dell’università come luogo di connessione tra competenze, istituzioni e territori. «I fondi europei – ha spiegato – non sono solo risorse finanziarie, ma risorse politiche e culturali. Coesione e innovazione non possono calare dall’alto: nascono dai territori, dallo studio, dalla conoscenza e dalla capacità progettuale». Laureti ha inoltre evidenziato l’importanza di una collaborazione strutturata e strategica per uno sviluppo sostenibile capace di attrarre e trattenere talenti.

È seguita l’introduzione della vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha definito l’incontro una vera e propria “giornata zero” per fare il punto sulla fase conclusiva dell’attuale programmazione europea, in scadenza nel 2026, e aprire il confronto sul nuovo settennale. «Gli amministratori locali – ha dichiarato – chiedono sempre più spesso come dialogare con l’Unione europea e come accedere ai finanziamenti. Questa giornata nasce per rispondere a queste esigenze e costruire un dialogo istituzionale più efficace».

Il presidente della Commissione Ambiente della Camera, Mauro Rotelli, ha rimarcato la rinnovata centralità del territorio viterbese, ricordando gli importanti investimenti pubblici che hanno interessato l’Ateneo della Tuscia, dalla riqualificazione della sede di Santa Maria in Gradi ai fondi stanziati per la Facoltà di Agraria, per un totale di oltre 25 milioni di euro tra risorse regionali e nazionali.

Nel suo intervento, la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli ha ribadito l’importanza della formazione per una gestione efficace delle risorse europee, sottolineando come l’Italia sia oggi il primo Paese per utilizzo dei fondi del PNRR. «Nel triennio 2023-2025 – ha ricordato – sono stati messi a bando 834 milioni di euro, mentre la nuova programmazione 2026-2028 prevede 640 milioni, di cui 100 destinati alla reindustrializzazione». Angelilli ha inoltre annunciato nuovi investimenti per Viterbo, tra sanità, strategie territoriali e supporto all’università.

Tra gli altri interventi, quello di Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, che ha evidenziato la responsabilità dell’Unione europea nel fornire risposte concrete ai cittadini, e di Riccardo Varone, vicepresidente di ANCI Lazio, che ha ribadito il ruolo dell’associazione nel supporto progettuale e formativo ai Comuni.

A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stato infine il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi, data l'assenza della sindaca Frontini impegnata in un viaggio istituzionale a Parigi, al fine di promuovere la Tuscia nella sua totalità. Il vicesindaco ha ringraziato i dipendenti comunali per aver portato a termine il 100% dei progetti PNRR e ha rilanciato l’obiettivo della candidatura di una città della Tuscia a Capitale europea della Cultura, definendolo un sogno sempre più vicino.

La giornata si è confermata così come un momento di confronto strategico e di formazione concreta, volto a rafforzare il legame tra istituzioni europee e territori e a preparare gli enti locali alle sfide della nuova programmazione comunitaria.

 

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