ANNO 8 n° 321
Colpo alla gioielleria Bracci, parte il processo ad uno dei rapinatori
Per Stefan Grincea sarà rito ordinario, i presunti complici verso l’abbreviato
13/09/2018 - 06:43

VITERBO – Alla sbarra Stefan Grincea. E’ partito ieri mattina di fronte al collegio di giudici viterbese il processo a carico del cognato del pentito di camorra Ignazio Salone, per la rapina messa a segno il 14 marzo scorso alla gioielleria Bracci, in pieno centro.

Per lui, assistito dal suo legale Samuele De Santis, sarà rito ordinario: ''La nostra non è spavalderia – commenta a margine d’udienza l’avvocato - Vogliamo dimostrare al collegio di come esistano fatti ed episodi pregressi all’arresto che alleggeriscano di non poco la posizione di Grincea''.

Il giovane, nel marzo scorso, avrebbe messo a segno assieme al cognato Salone e alle loro due compagne, una rapina in pieno centro a Viterbo, alla gioielleria gestita dalla famiglia Bracci. Una rapina a mano armata fruttata che poche migliaia di euro, ma che sarebbe potuta finire in tragedia. Bracci, padrone dell’omonima gioielleria, infatti, approfittando di un momento di distrazione dei rapinatori, sarebbe riuscito a raggiungere il suo ufficio, a prendere una pistola e a sparare in aria un colpo, nel tentativo di spaventare e far allontanare i malviventi. Solo il caso ha voluto che la reazione di Salone non divenisse letale: l’arma che l’uomo aveva in mano, si sarebbe inceppata. Mandando a vuoto il colpo.

Poi, per il gruppo, una rocambolesca fuga per la provincia a bordo di un’Alfa 147.

Dopo ore di latitanza, i quattro sono stati ritrovati e tratti in arresto in una villetta a Montalto di Castro: Grincea e Salone, menti del colpo, avrebbero legato con delle fascette di plastica mani e piedi dei presenti, mentre le due donne sarebbero rimaste fuori a fare da palo. Da qui le accuse di rapina e sequestro di persona.

Ancora tutti in carcere da quel giorno – tranne la compagna di Salone, incinta al momento del colpo e quindi incompatibile con il regime penitenziario – hanno ad attenderli destini processuali differenti: per Stefan Grincea sarà rito ordinario, per Ignazio Salone e per la sorella Elena sarà rito abbreviato. Si tornerà rispettivamente in aula i prossimi 14 e 5 novembre.

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