ANNO 10 n° 28
Cobalb, lavoratori senza stipendio anche a Natale
Sono i tre operai che evitano sversamenti e disastri ambientali al lago di Bolsena. Perà (Cgil Fp): ''Regione, Talete e Comuni intervengano''
04/12/2019 - 06:42

VITERBO - Si prospetta un Natale senza stipendio e senza tredicesima per gli operai della Cobalb, che, pur non essendo pagati dal mese di agosto, continuano a recarsi regolarmente al proprio posto di lavoro, evitando così che si verifichino danni ambientali al lago di Bolsena. Si tratta infatti di quei lavoratori che svolgono la manutenzione e le riparazioni lungo il collettore che raccoglie i liquami dai paesi del lago di Bolsena. Tre operai in tutto il cui ruolo è fondamentale: in caso di uno sversamento sono loro a intervenire per risolvere il problema. ''Sono sempre disponibili, dimostrando anche in queste condizioni senso di responsabilità e attaccamento al lavoro, ma la situazione – avverte Luciano Perà della Cgil Fp – è drammatica non ci sono neanche i soldi per mettere la benzina nei veicoli aziendali e diventa difficile anche spostarsi''.

I lavoratori si trovano in una specie di limbo. Da una parte c’è la Cobalb, la Comunità di bacino del lago di Bolsena, che, in via di liquidazione e con i conti pignorati per una vecchia vicenda giudiziaria, non riesce più a pagare i propri dipendenti; dall’altra, invece, la Talete, che come ribadito anche da recenti sentenze del Tar deve subentrare nella gestione del servizio fognario dei Comuni soci Cobalb, ma ancora tarda a farlo. Da agosto una serie di incontri in prefettura con la presenza della Regione e dei sindaci per sbloccare la situazione, l’ultimo nei giorni scorsi: ''A oggi come tre, quattro, cinque mesi fa un sacco di parole ma fatti concreti nulla - continua Perà –. Nonostante le promesse e le rassicurazioni, nessuno sa dire quando questi lavoratori passeranno alla Talete. Non si può andare avanti così, chiediamo ancora una volta che tutte le parti coinvolte facciano la loro parte. Gli operai, dal canto loro, stanno dimostrando senso di responsabilità e attaccamento del lavoro, offrendo la massima disponibilità''.

E dire che si tratta di tre persone in tutto. Molti meno, per intenderci, dei lavoratori della Talete che per vicende simili poco tempo fa rimasero senza stipendio e per i quali, giustamente, si smossero mari e monti. ''Talete ha sempre affermato che farsi carico di tre lavoratori non rappresentava un problema. Invece tra ricorsi, controricorsi e cause giudiziarie siamo ancora così. Con i rischi che ne conseguono anche per l’ambiente. Si tratta, infatti, a tutti gli effetti di un lavoro di pubblica utilità. E’ come se a Viterbo gli operai non raccogliessero più i rifiuti, come si presenterebbe la città dopo qualche giorno?''.

Intanto i lavoratori, continuano ad andare al lavoro: ''Se vengono chiamati dai Comuni per qualche intervento sono sempre disponibili, ma occorre che qualcuno li vada a prendere di volta in volta e li porto sul luogo dell’intervento perché senza benzina non hanno la possibilità di spostarsi da soli. Anche gli stumenti e le attrezzature che vanno sempre rinnovate iniziano a scarseggiare'', conclude il sindacalista.







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