ANNO 9 n° 315
Cinque proposte per il centro storico
Ieri in Consiglio. Luisa Ciambella: ''Ma senza coinvolgere i cittadini è inutile''. Se ne riparla il 29 ottobre
18/10/2019 - 00:52

VITERBO - Decoro, sicurezza, cultura, incentivi alle imprese e a chi torna a vivere dentro le mura e tanto altro.

Sono stati cinque gli ordini del giorno presentati ieri al consiglio comunale sul centro storico: due per la maggioranza (da una parte FdI e dall’altra Fondazione, Lega e Forza Italia), tre dall’opposizione. Nell’ordine: uno proposto da Viterbo 2020, un altro dal Movimento Cinque Stelle e infine quello congiunto a firma di Alvaro Ricci (Pd), Lina delle Monache (Impegno Comune), Francesco Serra e Patrizia Frittelli (Viterbo dei cittadini), Giacomo Barelli e Purchiaroni (Forza civica). Non ne sostiene nessuno Luisa Ciambella, capogruppo del Partito democratico, che nel suo intervento ha spiegato come, al di là delle singole proposte, ''sia necessario prima di tutto coinvolgere nel dibattito i cittadini, altrimenti è tutto inutile''. Per questo Ciambella ha lanciato la proposta di costituire dei tavoli aperti dai quali elaborare delle proposte da portare poi in sede di approvazione di bilancio.

Ad aprire il lungo pomeriggio di dibattito Chiara Frontini: ''Scontiamo scelte scellerate che non devo rappresentare un alibi'', ha sottolineato. Il quadro è desolante: ''Spopolamento, degrado, insicurezza, mancanza di luoghi di aggregazione. Non si possono far interventi singoli, spot ma progetti coordinati. Manca un piano di rilancio strategico''. L’obiettivo numero uno è  ''ripopolare il centro storico, che deve vivere 365 giorni l’anno, non solo in occasione degli eventi''. E poi il turismo ''che deve essere di media e lunga permanenza''. ''Bisogna riconsiderare le politiche espansive della città, per reinvestire dentro le mura attraverso la rigenerazione urbana'', ha detto sempre Frontini.

Alvaro Ricci ha ricordato che nell’ottobre del 2013 il Comune votò una delibera che dettava le linee guida per il rilancio del centro storico. E che quella ancora oggi è una base concreta dalla quale si può partire. ''Non siamo all’anno zero, ma non basta. Gli investimenti vanno fatti in maniera continuativa, alcuni nel breve termine e altri più ambiziosi''.

Giulio Marini ha affermato che lavorare per il centro storico è un impegno decennale. ''Iniziammo noi con il recupero dell’ex gazometro. Era l’inizio di un percorso che non si è ancora concluso''.

Sulla riqualificazione dell’edilizia pubblica e privata si è soffermato invece il capogruppo della Lega Andrea Micci. Che tra le varie idee ha lanciato anche quella di un programma triennale delle manifestazioni.

''Sembra che la responsabilità dello stato in cui si trova il centro non sia di nessuno'', ha scandito al microfono il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Massimo Erbetti. ''Viterbo è morta – ha aggiunto –. La nostra città, se non interveniamo con progetti concreti, non può rivivere. In questi anni è mancata la programmazione. Non è con una facciata ristrutturata che un commerciante riesce a sopravvivere. Servono azioni concrete che costringano le persone a venire in centro''.

Prima bisogna cacciare gli spacciatori, poi si può parlare di tutto il resto, ha affermato Santucci. ''C’è un giro di prostituzione e spaccio in centro imponente, Viterbo è una città che non riconosco più. C’è un problema di sicurezza. Se prima non c’è il rispetto delle regole, è difficile parlare di inclusione''.

Per Antoniozzi ''il centro è semplicemente morto”. “La buona notizia sarebbe un’amministrazione lungimirante in grado di farlo rinascere o almeno di gettare basi solide per la sua resurrezione'', ha dichiarato il consigliere di Viterbo 2020.

Lina Delle Monache ha lanciato invece la proposta di destinare il 70 per cento dell’imposta di soggiorno alla riqualificazione di edifici con finalità turistica.

''Quello che manca è il processo partecipativo – ha spiegato dal canto suo Luisa Ciambella –. Siamo oggi qui a elencare le nostre proposte, ma i cittadini hanno le loro. Biasogna ascoltarli. Diamoci due mesi di tempo per farlo. I gruppi consiliari si mettano a lavorare con i cittadini e le associazioni, poi vediamo in sede di bilancio se ci sono progetti che possono essere finanziati. Se non riaccordiamo i fili con i cittadini, non riusciremo più a fare un dialogo che sia produttivo per Viterbo''.

Ha concluso la seduta Paolo Bianchini, che ha rivendicato ''il grande lavoro svolto in silenzio finora dall’assessore alla De Carolis''. ''L’unico modo per trovare le risorse per la città centro storico è investendo sulla cultura. Solo tramite questa è infatti possibile alimentare un circolo virtuoso'', ha sottolineato.





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