ANNO 16 n° 85
Caccia e fauna selvatica nella Tuscia, stagione venatoria segnata da cifre importanti
Conclusa la stagione venatoria 2025-2026: boom di cinghiali abbattuti e crescita delle presenze di lupi
17/02/2026 - 07:01

VITERBO - La stagione venatoria 2025-2026 si è chiusa in provincia di Viterbo con numeri significativi sul fronte del controllo della fauna selvatica, che  evidenziano sia l’intenso impegno per il contenimento degli ungulati sia un quadro naturale in evoluzione. Secondo i dati emersi nelle ultime ore, durante il periodo venatorio in Tuscia sono stati abbattuti circa 12 000 cinghiali, un dato che rappresenta un aumento rispetto alle annate precedenti e riflette sia lo sforzo per arginare i danni alle colture e mitigare i rischi sanitari legati alla peste suina africana, sia la forte presenza di questa specie sul territorio provinciale.

La pressione venatoria sugli ungulati si è svolta nel rispetto del calendario venatorio regionale vigente, che prevede periodi e modalità di prelievo stabiliti dall’Regione Lazio per la stagione 2025-2026.

Parallelamente all’attività di contenimento dei cinghiali, sul territorio della Tuscia si registra una progressiva presenza di lupi, con segnalazioni di avvistamenti e branchi sempre più visibili anche in prossimità delle aree antropizzate. Questa dinamica — attribuita in parte alla disponibilità di prede come i cinghiali e alla capacità di adattamento dell’animale — contribuisce a riaprire il dibattito sul rapporto tra uomo e fauna selvatica, sulla conservazione delle specie protette e sulle strategie di coesistenza tra comunità locali e carnivori.

La gestione delle popolazioni di cinghiali rimane un tema centrale per le autorità locali e regionali, non solo per gli impatti agricoli e sanitari ma anche per l’equilibrio complessivo degli ecosistemi. Allo stesso tempo, la presenza di lupi, specie tutelata da normative nazionali e internazionali, è osservata con maggiore attenzione in alcune aree boschive, con interlocuzioni aperte tra enti faunistici, agricoltori e ambientalisti sul modo migliore di armonizzare esigenze differenti.

Con la conclusione formale della stagione venatoria, l’attenzione ora si sposta verso la programmazione delle attività future e verso l’affinamento delle politiche di gestione della fauna, in vista di nuove sfide che riguardano la biodiversità, la sicurezza e la convivenza tra specie selvatiche e comunità umane.






Facebook Twitter Rss