ANNO 9 n° 231
Belcolle: riattivate le procedure di autotrapianto delle cellule staminali
Erano state sospese nel 2007 costringendo i pazienti ad andare altrove
23/07/2019 - 15:44

VITERBO - Presso l’unità operativa di Ematologia, dopo dodici anni di sospensione, sono state riattivate le procedure di autotrapianto di cellule staminali periferiche.

La notizia, importante in termini di incremento della qualità dell’assistenza erogata ai pazienti, è stata diffusa questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il direttore generale della Asl di Viterbo Daniela Donetti, il direttore del Dipartimento di Oncoematologia, Enzo Maria Ruggeri, l’ex direttore dell’unità operativa Ematologia, Marco Montanaro, il direttore dell’Ematologia, Giulio Trapè, e il nuovo direttore dell’unità operativa Simt – Servizio Immunotrasfusionale Belcolle, Silvia Da Ros.

''L’autotrapianto di cellule staminali periferiche – spiega Giulio Trapè -, ormai parte integrante della terapia di emopatie come il mieloma multiplo, alcuni casi di linfoma e di leucemia acuta, consiste nella somministrazione di chemioterapia a dosi sovramassimali, seguita dalla reinfusione delle staminali del paziente precedentemente raccolte. Il tutto comporta un ricovero di 25-30 giorni”.

L’Ematologia della Asl Viterbese aveva effettuato autotrapianti dal 1999 fino al giugno 2007, quando il reparto, all’epoca allocato a Ronciglione, venne trasferito a Belcolle e gli autotrapianti e la terapia delle leucemie acute del giovane vennero sospesi. Da allora, e fino ad oggi, i pazienti della Tuscia che necessitavano di autotrapianto lo hanno effettuato presso altri centri. Soprattutto a Roma, ma talvolta anche fuori regione.

 

''Dall’inizio del 2018 – aggiunge Marco Montanaro -, grazie all’attuale direzione strategica, l’Ematologia ha nuovamente disponibili locali adeguati e ha intrapreso il percorso che ha portato all’attuale autorizzazione da parte della Regione Lazio alla ripresa degli autotrapianti. Belcolle sarà, quindi, presto in grado di offrire anche questa opportunità terapeutica alla utenza della nostra azienda, riducendo l’emigrazione sanitaria che, in questo particolare caso, comporta settimane di spostamenti per i pazienti e per i loro cari''.

La procedura prevede una stretta collaborazione con il Servizio Immunotrasfusionale che si occupa della raccolta delle staminali mediante un procedimento chiamato ''aferesi'' e, naturalmente, si basa su un preciso addestramento del personale infermieristico, il quale svolge in questa circostanza un ruolo, se possibile, ancora più fondamentale rispetto alla normale routine.

''La ripresa dell'attività di raccolta delle cellule staminali – commenta Silvia Da Ros, alla sua prima uscita pubblica da neodirettore dell’unità operativa Simt -, fortemente voluta dal nostro direttore generale, ci ha offerto l’opportunità di garantire un servizio di elevata valenza clinica. I pazienti della provincia affetti da malattie ematologiche potranno ora affrontare la malattia e la terapia vicino ai propri affetti, non dovendo più sottoporsi alle difficoltà dello spostamento in altra struttura ospedaliera, sia per eseguire la raccolta di cellule staminali che successivamente il trapianto. Il nostro slancio coinvolge anche le associazioni Avis, Ail ed Admo per garantire, oggi e nel futuro, il giusto contributo da parte dei volontari e dei donatori. Ringrazio infine i colleghi, i tecnici e gli infermieri che hanno ripreso quest’attività con grande entusiasmo''.

''La Regione Lazio – conclude l’assessore regionale alla Sanità e all’Integrazione sociosanitaria, Alessio D’Amato – ha sostenuto la Asl di Viterbo in questa azione di potenziamento dell’intera area oncoematologica della Tuscia con finanziamenti dedicati. Oggi abbiamo messo i professionisti qualificati presenti a Belcolle nelle condizioni di poter operare al meglio, garantendo ai cittadini della Tuscia affetti da patologie oncologiche una presa in carico in linea con i migliori standard nazionali. E questo è davvero un importante risultato raggiunto per tutto il sistema sanitario regionale''.

''Il potenziamento di tutta l’area oncoematologica – aggiunge Enzo Maria Ruggeri – è in corso da ormai tre anni con azioni puntuali che la Asl ha messo in campo, come la rimodulazione e l’allargamento degli spazi destinati alle nostre unità operative nel blocco D di Belcolle, l’attivazione del laboratorio di Citofluorimetria, la separazione, attesa da anni, della degenza ordinaria in Oncologia dall’attività di day hospital, l’incremento dei posti letto in Ematologia, da quattro a otto, e la realizzazione dell’unità per la preparazione dei farmaci antiblastici nella sede della farmacia ospedaliera''.

''Tutti questi interventi – spiega il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti - hanno prodotto dei risultati tangibili e migliorato sensibilmente la nostra capacità di presa in carico dei bisogni di salute dei pazienti ematologici. La ripresa dell’attività del trapianto autologo di cellule staminali, infatti, segue un percorso analogo, già operativo da più di un anno, che si è concluso con la riattivazione del trattamento dei pazienti con leucemie acute, anche questo sospeso per molti anni. Sono risultati importanti, di cui andiamo fieri e che hanno comportato un grande lavoro di squadra che ha coinvolto molte delle nostre migliori professionalità, da quelle sanitarie a quelle tecniche''.






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