ANNO 9 n° 198
Aggressione di via Valle Piatta, confermati gli arresti domiciliari
Ieri davanti al gip Savina Poli
16/06/2017 - 02:23

VITERBO - Arresti domiciliari confermati per i quattro, presunti, autori dell'aggressione ai danni dello studente universitario avvenuta in pieno centro storico la notte del 25 febbraio scorso.

Ieri mattina i giovani, accompagnati dai loro difensori, sono stati condotti in procura davanti al gip Savina Poli e al sostituto procuratore Fabrizio Tucci, titolare delle indagini, per gli interrogatori di garanzia. Su di loro pendono le accuse di lesioni gravissime in concorso.

Due di loro, Andrea Rossi (20 anni) e Davide Randisi (20), hanno risposto alle domande del giudice chiarendo le loro posizioni e raccontando la loro versione dei fatti accaduti quella notte. Gli altri, Federico Alfonsini (26 anni) e Raffaele Laureti (20), si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

L'aggressione ''di una violenza inaudita'', come l'ha definita il capo della Digos Monia Morelli che ha condotto le indagini, è avvenuta verso le 2 del mattino dello scorso 25 febbraio, sabato di Carnevale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe tentato, senza successo, di entrare all'interno di un locale dove si stava svolgendo una festa di laurea con oltre 100 persone. Dopo un diverbio con gli invitati i ragazzi si allontanano da via del Ganfione, seguiti dalla vittima che ha l'intento di tenerli lontani. Ma il 25enne, studente all'Università degli Studi della Tuscia, non si accorge di essere rimasto solo e il gruppo, approfittando della situazione e di via Valle Piatta vuota, si scaglia contro di lui: calci all'addome e al volto, il ragazzo finisce a terra esanime e continua ad essere picchiato da sei giovani ai quali, in un secondo momento, se ne aggiungono altri tre. Per fare ancora più male l'aggressione continua con un tergicristalli, utilizzato a mo' di sciabola, e le cinture dei pantaloni. Poi la fuga del branco e la chiamata al 118 di un ristoratore del posto che vede lo studente riverso a terra in una pozza di sangue. Trauma cranico, rottura del setto nasale, ematomi, lesioni su tutto il corpo e una prognosi di 50 giorni il bilancio finale per la vittima.

Ad incastrare il branco le telecamere di videosorveglianza di un condominio che hanno filmato l'intero pestaggio (clicca QUI per vedere il video) e il racconto dei testimoni presenti quella notte. Ai quattro, agli arresti domiciliari da mercoledì, si aggiungono altri 2 indagati, anche loro giovanissimi, rimasti a piede libero.

Da quanto trapela, però, sembrerebbe che quella di via Valle Piatta non sia stata l'unica aggressione avvenuta la notte del 25 febbraio. Voci, per ora non confermate, parlano di un altro pestaggio, verificatosi pochi minuti prima e mai denunciato alle forze dell'ordine, che pare sia stato la causa scatenante del secondo. Voci, come detto, che rimangono in attesa di conferme.





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