ANNO 10 n° 21
''Acqua e lotta ai pesticidi, io lasciato solo dagli altri sindaci''
Mario Scarnati: ''Parlano, ma poi non fanno niente''. Il caso della mappa dei pozzi
10/12/2019 - 06:57

VITERBO - ''Non sono andato al convegno del Biodistretto sull’acqua - dice Mario Scarnati - per non incazzarmi. Sono stanco dei miei colleghi sindaci che alle riunioni parlano, parlano, parlano ma poi alle promesse non fanno seguire i fatti. E il 90 per cento di questi è di sinistra-sinistra. Guarda caso come chi governa la Regione e come chi in questi anni ha gestito la Talete, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Gli studiosi ci dicono che le falde sono inquinate, nei paesi manca l’acqua: eppure nessuno fa niente. C’è addirittura chi sostiene che al lago di Vico sia tutto bello e buono, quando sotto i 30 metri non ci sono più forma di vita, neanche un pesce''. Il sindaco di Fabrica è un fiume in piena. ''Sono incazzato e deluso al tempo stesso – ripete -. La gente mi esorta ad andare avanti su questi temi. Ma sono stanco di combattere contro i mulini a vento''.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la vicenda dei pozzi. ''Un mese e mezzo fa – spiega Scarnati - con molti sindaci dei paesi del sud della provincia e con i loro delegati, assessori e consiglieri, ci siamo ritrovati a Fabrica, nella Sala comunale, per discutere di pesticidi, difesa delle acque e ordinanze contro l'uso dei veleni nei campi. Un incontro per adottare una strategia comune e non andare avanti in ordine sparso. Ci lasciammo con l’impegno reciproco di chiedere a Palazzo Gentili, ognuno per il suo paese, l’elenco dei pozzi presenti sul territorio. Come si fa, infatti, a parlare di ridurre gli sprechi se non si parte dai pozzi agricoli? Sembra il Far West. Quanti ce ne sono? I proprietari sono in regola con i permessi? Quanta acqua captano? Ebbene, a differenza di quanto promesso, mi risulta che solo il nostro Comune abbia formalizzato effettivamente questa richiesta''.

Sabato scorso a rappresentare Fabrica al convegno in Provincia c’era il vice di Scarnati, che quando ha preso la parola e ha chiesto agli altri amministratori in sala se si fossero procurati quel materiale, si è sentito rispondere in maniera negativa.

''Pensavamo e pensiamo ancora – continua il sindaco di Fabrica - di far chiudere prima i pozzi abusivi e poi sui restanti di installare contatori, in modo da controllarne i consumi. E questo non per fare un dispetto a qualcuno. Di quelli esistenti riteniamo che neanche il 40 per cento sia in regola e che lo sia per modo da dire, non sappiamo infatti quanta acqua tirano fuori. L’anno scorso le case di Fabrica rimasero a secco, dovemmo realizzare un impianto volante per mandare l’acqua nei serbatoi delle case. Tutti i paesi della zona soffrono della carenza di acqua''.

''Non voglio fare sempre la parte del Giamburrasca di turno – conclude Scarnati -. Anche se molta gente mi esorta ad andare avanti, sto pensando di mollare questa battaglia. Vedendo i risultati, cosa devo pensare? Che tra i sindaci ci sia chi ha paura di agire? Oppure, che si preferiscano tutelare gli interessi di pochi, potenti, a scapito della maggioranza della popolazione? Se le cose stanno così allora i cittadini ci mandino a casa tutti, me compreso, perché non è così che si fa i sindaci''.







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