ANNO 9 n° 259
''Non fu lui ad aggredire l'arbitro'', il Tar annulla il Daspo per il 17enne
Il giocatore del Montefiascone nella bufera dopo il match con il Monterosi, il direttore di gara finì in ospedale

MONTEFIASCONE – (b.b.) ''Non fu lui ad aggredire fisicamente l’arbitro'', e il Tar del Lazio annulla il Daspo per il 17enne degli Allievi del Montefiascone, finito nella bufera assieme ad un compagno di squadra durante il match contro il Monterosi del 10 febbraio scorso.

Stadio Fontanelle. Un doppio cartellino giallo, al quindicesimo della ripresa, porta all’espulsione di A.F.. Una decisione del direttore di gara che provoca la reazione di due giocatori gialloverdi. Uno offende e minaccia l’arbitro, l’altro lo spintona, lo fa cadere a terra e lo colpisce con un calcio al polpaccio, causandogli una contusione guaribile in cinque giorni.

Risultato? Un anno e dieci mesi di squalifica per quest’ultimo, la sospensione per due gare di campionato per l’altro e, per entrambi, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive per un anno, emesso dalla Questura di Viterbo.

Ma ora a rimescolare le carte e mettere definitivamente un punto alla vicenda arriva il Tar regionale: ''A.C., come sottolineato anche dal comunicato ufficiale del giudice sportivo, non ha sferrato nessun colpo nei confronti dell’arbitro - , spiegano i giudici capitolini, che hanno discusso la posizione del giovane lo scorso primo agosto, - e, pur nell’assoluta gravità dell’episodio, la condotta del 17enne non è annoverabile tra i comportamenti in grado di mettere a rischio l’ordine e la sicurezza pubblica''.

Via il Daspo, dunque e porte aperte di stadi e impianti sportivi per il giovane, casacca gialloverde, assistito dall’avvocato Simone Negro, che commenta così la problematica della violenza negli stadi: ''E’ un tema molto discusso in provincia, ma anche in Italia: ottenere un annullamento del provvedimento è un evento raro. Siamo ovviamente soddisfatti del risultato raggiunto''.




Facebook Twitter Rss