ANNO 16 n° 161
Madonna della Neve, cresce la protesta: accesso agli atti, raccolta firme e interrogativi sulla concessione alla comunità ortodossa
Mario Agrestini presenta una richiesta formale al Comune. I promotori: “Nessun razzismo, chiediamo trasparenza e tutela di un luogo simbolo di Monterosi”
10/06/2026 - 00:05

MONTEROSI – Una richiesta ufficiale di accesso agli atti, una raccolta firme che continua a mobilitare i cittadini e un caso arrivato fino ai dicasteri vaticani. È sempre più acceso il dibattito attorno alla chiesa della Madonna della Neve, storico edificio religioso di Monterosi, oggi utilizzato dalla comunità ortodossa romena presente sul territorio.

Al centro della vicenda c'è Mario Agrestini, storico maestro monterosino e tra i protagonisti del recupero della chiesa avvenuto negli anni passati, che nei giorni scorsi ha protocollato presso il Comune una richiesta formale di accesso agli atti ai sensi della Legge 241/1990.

Nel documento, protocollato l'8 giugno, Agrestini chiede di poter visionare la documentazione relativa alla concessione della chiesa alla comunità ortodossa, compresi eventuali atti deliberativi, contratti, autorizzazioni e verifiche effettuate dagli enti competenti.

“Non ce l'abbiamo con nessuno – spiega Agrestini – e non c'è alcuna forma di razzismo o discriminazione. La comunità ortodossa è libera di professare la propria fede. Chiediamo semplicemente trasparenza su una decisione che riguarda un bene pubblico e uno dei luoghi più significativi della storia religiosa di Monterosi”.

Nell'istanza inviata al Comune vengono posti diversi quesiti. Tra questi, la richiesta di conoscere la delibera che avrebbe portato alla concessione della struttura, l'eventuale riconoscimento giuridico della comunità religiosa interessata e la documentazione che avrebbe autorizzato l'utilizzo dell'immobile.

Agrestini richiama inoltre la necessità di verificare eventuali autorizzazioni richieste in presenza di un edificio di rilevanza storico-artistica e domanda se sia stata presentata una richiesta formale corredata dalla documentazione prevista.

L'iniziativa nasce, secondo il promotore, anche a seguito dei cambiamenti osservati all'interno della chiesa, dove sarebbero stati modificati arredi e disposizioni liturgiche in funzione del culto ortodosso. La polemica ha trovato nuova forza dopo quanto accaduto durante una recente celebrazione nella Madonna della Neve.

Secondo il racconto fornito da Agrestini, mentre partecipava alla funzione religiosa celebrata dal sacerdote ortodosso, sarebbe stato invitato ad allontanarsi dalla chiesa dopo aver compiuto il segno della croce secondo la tradizione cattolica. L'episodio ha contribuito ad alimentare il confronto pubblico sulla gestione dell'edificio. Per molti cittadini la Madonna della Neve rappresenta molto più di un semplice luogo di culto.

Secondo la tradizione locale, la chiesa custodisce nella cripta sottostante le tombe di antichi sindaci e di personaggi illustri del paese. Viene inoltre considerata una delle testimonianze religiose più importanti del territorio, legata alla devozione verso la Madonna della Neve e ai racconti dei miracoli attribuiti alla sua intercessione.

Agrestini richiama anche l'esistenza di documentazione storica conservata negli archivi vaticani, indicata con il titolo latino Ad Prodigi Maria ad Nives di Monterosi, che raccoglierebbe numerose testimonianze legate alla devozione popolare sviluppatasi nei secoli. Per questo motivo, secondo i promotori della protesta, la Madonna della Neve non rappresenterebbe il luogo più idoneo per un cambio stabile di destinazione cultuale.

Tra gli interrogativi avanzati dal promotore della protesta vi è quello relativo all'eventuale esistenza di atti pubblici che disciplinino formalmente la concessione della chiesa e al coinvolgimento della diocesi nelle procedure.

Secondo Agrestini, al momento non sarebbero state fornite risposte definitive ai quesiti posti attraverso le richieste inviate alle istituzioni civili ed ecclesiastiche. Da qui la decisione di ricorrere all'accesso agli atti amministrativi e di promuovere una mobilitazione popolare. Nel frattempo prosegue la raccolta firme avviata nelle scorse settimane.

Dopo un primo gazebo che avrebbe registrato una significativa partecipazione dei cittadini, è stato annunciato un secondo appuntamento pubblico per sabato 13 giugno, in Piazza Garibaldi, dalle ore 9 alle ore 13.

L'obiettivo dichiarato è chiedere maggiore chiarezza sulla concessione della chiesa e garantire che un bene considerato patrimonio storico e identitario della comunità possa continuare a essere fruibile da tutti.

“Se la comunità ortodossa trova un'altra sede adeguata siamo felici che possa professare la propria religione – conclude Agrestini –. La nostra battaglia non è contro qualcuno, ma per la tutela della storia, delle tradizioni e della memoria di Monterosi”.

Al momento non risultano prese di posizione ufficiali da parte del Comune di Monterosi, della Diocesi di Civita Castellana o dei rappresentanti della comunità ortodossa in merito alle questioni sollevate. La vicenda resta quindi aperta, in attesa di eventuali chiarimenti da parte delle istituzioni coinvolte.






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