ANNO 16 n° 160
Agricoltura, rinnovato il contratto nazionale: aumenti salariali, pił tutele e nuove misure per i lavoratori migranti
Siglato l'accordo 2026-2029 per oltre un milione di operai agricoli e florovivaisti. Biagioli: «Un contratto che risponde alle esigenze del territorio»
08/06/2026 - 17:12

 

VITERBO – Aumenti salariali, nuove tutele per i lavoratori migranti, misure di welfare e strumenti per favorire la stabilizzazione dell'occupazione. Sono alcuni dei punti qualificanti del nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti per il quadriennio 2026-2029, sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil al termine di un intenso confronto con le parti datoriali.

L'accordo interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori del comparto agricolo e florovivaistico italiano e punta a rafforzare diritti, dignità professionale e protezioni sociali in un settore considerato strategico per l'economia nazionale.

Tra le principali novità figura l'incremento salariale del 5,1% per il biennio 2026-2027, che sarà erogato in due tranche: il 3,4% a partire dal 1° giugno 2026 e l'1,7% dal 1° gennaio 2027.

Particolare attenzione è stata dedicata agli operai agricoli a tempo determinato. Per coloro che avranno lavorato presso la stessa azienda per almeno tre anni consecutivi e per un minimo di 150 giornate annue, è stato introdotto un elemento aggiuntivo della retribuzione pari allo 0,4% del salario contrattuale, riconoscendo così il valore della continuità professionale.

Il contratto prevede inoltre importanti misure a sostegno dei lavoratori provenienti dall'estero. Tra queste, quattro ore annue di permessi retribuiti per l'espletamento delle pratiche relative al permesso di soggiorno, la possibilità di cumulare ferie e permessi per agevolare il rientro nei Paesi d'origine e la traduzione del contratto nazionale e dei contratti provinciali in più lingue.

«La valorizzazione della continuità professionale per gli operai a tempo determinato e le nuove misure dedicate ai lavoratori migranti rappresentano una conquista importante – sottolinea Antonio Biagioli, segretario generale della Uila Viterbo –. Nella Tuscia i lavoratori provenienti dalle comunità internazionali rappresentano oltre il 50% della manodopera agricola, una percentuale che nel solo comune di Viterbo raggiunge l'80%».

Il rinnovo introduce anche un rafforzamento del welfare contrattuale e della bilateralità, con nuove prestazioni dedicate ai lavoratori affetti da patologie oncologiche, al sostegno della conciliazione tra vita privata e lavoro e alla cura dei genitori anziani.

Tra le misure più significative figura inoltre l'istituzione di un'indennità una tantum destinata alle lavoratrici a tempo indeterminato vittime di violenza di genere, insieme alla possibilità sperimentale di stipulare contratti con garanzia di assunzione triennale, finalizzati a favorire percorsi di stabilizzazione occupazionale.

Grande soddisfazione è stata espressa dalla segretaria generale della Uila, Enrica Mammucari, che ha evidenziato come il rinnovo sia arrivato a pochi mesi dalla scadenza del precedente contratto.

«Abbiamo restituito ai lavoratori e alle imprese un accordo capace di fornire tutele e certezze in una fase caratterizzata da instabilità economica e sociale – afferma Mammucari –. L'aumento del 5,1% delle retribuzioni rappresenta un risultato di grande rilievo, anche alla luce della detassazione degli incrementi contrattuali prevista dall'ultima Legge di Bilancio».

Secondo la dirigente sindacale, il nuovo contratto guarda al futuro del comparto agricolo, investendo sulla valorizzazione degli operai a tempo determinato e sull'integrazione dei lavoratori stranieri, ormai componente essenziale del settore.

«L'agricoltura svolge un ruolo sempre più strategico per l'economia, la sicurezza alimentare, la tutela del territorio e la coesione sociale del Paese – conclude Mammucari –. Per questo il lavoro agricolo deve essere sicuro, dignitoso, adeguatamente retribuito e libero da ogni forma di sfruttamento. Solo così il settore potrà affrontare con successo le sfide del futuro».

Un rinnovo che, secondo i sindacati, rappresenta un passo importante verso un'agricoltura più moderna, inclusiva e sostenibile, capace di valorizzare il lavoro e garantire maggiori certezze a chi ogni giorno opera nelle campagne italiane.






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