ANNO 7 n° 351
''Willy non è più tra noi, il suo assassino invece sì''
Antonella Bruni, in merito all’uccisione di un cane a fucilate a Vallerano
20/09/2017 - 15:52

Riceviamo e pubblichiamo da Antonella Bruni, Coordinatore Provinciale Movimento Animalista di Viterbo

VALLERANO - Un cane assassinato in pieno centro a Vallerano e il suo assassino ancora gira impunito.

Siamo distratti da mille problemi, mutui, terrorismo, tasse, migranti, missili coreani, bombardati da infinite informazioni che per un giorno sembrano fondamentali e l’indomani non lo sono più. In questa cacofonia, non del tutto casuale, tendiamo a perdere di vista ciò che ci circonda, il livello di vivibilità della nostra città, del nostro quartiere, il rapporto umano con i nostri vicini di casa, quelli cui chiediamo di ritirare la posta e di innaffiare le piante quando ci allontaniamo, le persone sicure cui affideremmo il nostro cane.

A Vallerano, provincia di Viterbo, duemila cittadini, c’è una persona che ha ucciso a fucilate un cane indifeso, Willy, che circola tuttora impunita. Perché? Qualche dubbio sicuramente sorge, soprattutto rammentando la dinamica della vicenda, giornalisticamente così si dice, ma tecnicamente parliamo della barbara uccisione di un cane, una delle tante.

Willy era un meticcio bianco e arancio, affettuoso e innocuo, caro al cuore dei suoi padroni, capace di strappare un sorriso a chiunque interagisse con lui, generoso dispensatore di semplice gioia di vivere. Due mesi fa, in pieno giorno, una fucilata esplosa a distanza ravvicinata lo ha ucciso.

L’assassino si è avvicinato, lo ha guardato mentre probabilmente gli faceva le feste, ha preso la mira e ha premuto il grilletto. Dove prima c’era un cane innocente, un essere senziente, ora ci sono resti dilaniati, sangue e visceri sparse, l’omega di una vita senza colpe, interrotta per pura brutalità, con vigliacca pavidità.

La cosa più terribile è che l’assassino non ha l’aspetto di un feroce bandito, di un crudele terrorista, no, lui veste le sembianze del vicino, del semplice cittadino che, magari, un’ora prima ci ha salutato, l’assoluta normalità del male che, tornato a casa sua, mangia con i suoi familiari, gioca con i nipotini, tifa per la sua squadra, uno apparentemente normale, il quale però, a tempo perso, forse non episodicamente, si trasforma in assassino e uccide.

Noi non dimentichiamo Willy, lo facciamo per lui, per i suoi padroni, ma anche per tutti noi, perché i cittadini devono sapere che chi uccide un cane è un assassino, con una devianza comportamentale che va severamente punita, senza se e senza ma, senza tentare ridicole giustificazioni o pericolose sottovalutazioni.

Ci meravigliamo che il sindaco di Vallerano non abbia stigmatizzato questo fatto, non abbia sollecitato le indagini più opportune, non abbia preannunciato la costituzione di parte civile in un futuro, auspicabile, processo penale. Le menti malate, i folli omicidi, non possono vivere tra i cittadini perbene, vanno enucleati, come una mela marcia da quelle sane, per il tempo necessario, sia per scontare una giusta pena, sia per essere rieducato ai valori di civiltà e di corretto comportamento cui tutti ci dobbiamo attenere.

Il Movimento Animalista è nato per dare voce a chi non ce l’ha, per dare diritti a chi ne è privo, ma io prima di essere la rappresentante provinciale, sono un essere umano e sollecito le autorità perché penso che sia giusto, che sia mio dovere, ma quando guardo le foto di Willy che gioca e poi il ritratto di un cadavere dilaniato, mi commuovo e mi spavento, soprattutto mi chiedo quanta umanità sia rimasta in ognuno di noi.







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