ANNO 8 n° 266
''Viterbo ha bisogno di cambiare rotta''
Le parole di Stefano Caporossi, candidato sindaco della lista Pirozzi
21/03/2018 - 17:39

Riceviamo e pubblichiamo da Stefano Caporossi

VITERBO - Ringrazio Sergio Pirozzi per la stima e la fiducia espressa nei miei confronti nelle ultime settimane. La città di Viterbo e tutta la provincia ha bisogno di cambiare rotta, serve con urgenza di riprendere in mano la situazione. Non c’è tempo da perdere, la squadra, con le candidature, sta per essere completata compreso il comitato elettorale. Al nostro “punto di ascolto” presso la sede di via Garbini indiremo sabato 24 marzo una conferenza stampa dove si presenterà: programma, uomini, linee guida e punti fermi sui quali il mio gruppo ha già preso chiare e concrete direzioni.    

Il nostro impegno sarà su due fronti, quello comunale (in prima persona) e quello regionale (tramite Sergio), dove cercherò di dare risposte e battermi con Pirozzi per la risoluzione dei problemi che sono diventati veri e proprio incubi per i settori più importanti della Tuscia; agricoltura, turismo e sanità.

Voglio soffermarmi per ora sul “dramma” che stanno attraversando da anni tutti gli agricoltori. Non si riesce a comprendere come non possa e non debba essere risolto questo gravoso problema tramite la collaborazione di tutti i reparti addetti: associazioni di categoria, politici, agronomi e le realtà correlate al comparto agricolo. 

L’agricoltura è, per definizione, il settore primario nel contesto economico ma purtroppo in questi ultimi anni di primario c’è veramente poco. Bisogna restituire voce e dignità agli agricoltori, ed è per questo che sarà creato il MAT (Movimento agricoltori Tuscia) capitanato da professionisti del settore che cercheranno di essere portavoce di tutti gli addetti ai lavori. Il MAT dovrà sedersi sui tavoli istituzionali per fungere da supporto alla programmazione, agli interventi, all’attuazione e al controllo degli stessi. 

Ecco i punti nevralgici sui quali è necessario agire con rapidità:

Tempi certi sui pagamenti: E’ impensabile che l’agricoltore assuma un impegno a fronte del quale dovrebbe ricevere regolarmente il c.d. premio (Es. Biologico) e lo stesso anziché essere destinato anno per anno viene erogato (FORSE) dopo 3 anni!!!

Tempi certi sull’istruttoria delle pratiche: E’ impensabile che in un periodo di programmazione 2014 – 2020 il primo bando esca a metà 2016, vengono raccolte le domande fino a gennaio-febbraio 2017 e a distanza di più di un anno, in alcuni casi, ancora deve essere avviata l’istruttoria, quando a monte, erano stati stabiliti 180 giorni per farla, mentre ne sono ancora trascorsi la bellezza di altri 200!! 

 

Certezza sull’applicazione delle norme: E’ impensabile che l’istruttoria delle pratiche sia lasciata in moltissimi casi alla discrezionalità del funzionario responsabile del procedimento. Bocciare una domanda deve diventare un evento eccezionale, perché le norme consentono di integrare le stesse. Dopo aver atteso anche un anno, il diretto interessato si vede bocciare la propria richiesta solo perché un singolo documento è carente. 

 

Informatizzazione ma non limitazione: E’ impensabile che a causa di una semplice procedura “informatizzata”, l’agricoltore non può avere l’erogazione di un contributo/finanziamento.

 

Migliore programmazione dei fondi comunitari: la domanda delle aziende agricole per avere un sostegno sugli investimenti è di circa 4 volte la dotazione finanziaria dei bandi (vedasi misura 4 del PSR Lazio). Si propone di mettere la percentuale di contribuzione unica al 40% al fine di soddisfare almeno il 50% di richieste e sicuramente un maggior numero di imprese.

 

Favorire il dialogo tra diversi enti e tra diversi uffici dello stesso ente: E’ impensabile che si registrino tempi burocratici lunghissimi solo perché un ente non risponde e/o non invia una documentazione ad un altro ente. Ogni procedimento che prevede il coinvolgimento di diversi uffici deve essere chiuso entro una data prestabilita come da legge, con eventuali proroghe già stabilite. 

Snellire le norme: E’ impensabile operare per un’attività agricola con le attuali leggi vigenti. Necessario e assolutamente doveroso uno snellimento per favorire maggiore redditività per i richiedenti.

A tutto questo c’è da aggiungere l’abolizione di AGEA e la costituzione dell’Organismo Pagatore Regionale. 






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