ANNO 9 n° 319
Viterbese sperimentale ma grintosa, si è arresa solo al fischio finale
Ora si pensa al Gubbio
14/08/2016 - 09:40

di Stefano Renzo

VITERBO - Una Viterbese in fase sperimentale, si può dire, è andata vicina al colpaccio in quel di San Benedetto del Tronto. Quando, a poco più di un quarto d’ora dal fischio finale, Iannarilli non ha avuto difficoltà a respingere il calcio di rigore battuto, non in modo ineccepibile, da Fioretti, tutti i tifosi gialloblu hanno creduto, almeno sperato, che il bel gol realizzato dieci minuti prima da Varutti potesse essere quello della vittoria. Non avevano fatto i conti con l’espulsione di Mallus (autore del fallo da rigore) la cui uscita ha chiaramente provocato un attimo di sbandamento in una retroguardia da resettare e proprio in quegli attimi è arrivato il pareggio dei padroni di casa che poi hanno trovato, in piena zona Cesarini, anche la rete del successo. La Viterbese, con grinta e generosità, non si è rassegnata e a tempo scaduto è andata vicinissima al pareggio, quando in una stessa azione si è vista prima respingere d’istinto, dal portiere, un sinistro di Bernardo da dentro l’area e sulla ribattuta un difensore marchigiano è riuscito a salvare sulla linea di porta un destro di Cruciani.

Premessa necessaria per poter affermare senza tema di smentita che la sconfitta accusata dai gialloblu di Giovanni Cornacchini al Riviera delle Palme va molto al di là dei demeriti di una squadra che almeno il pareggio lo avrebbe meritato senza discussioni di sorta. Non è dispiaciuta la Viterbese, specie sul piano dell’impegno e della grinta, che certo non ha risolto tutti i suoi problemi, che sicuramente deve lavorare ancora sodo per farsi trovare in condizioni accettabili tra quindici giorni, allorché con la visita della Cremonese all’Enrico Rocchi, inizierà le sue fatiche del campionato. Possibilmente, auspichiamo, potendo contare anche su quei due o tre uomini che sicuramente sono già nel mirino degli uomini di mercato della società gialloblu e che potrebbero e dovrebbero consentire il salto di qualità.

Viterbese sperimentale, si diceva in apertura, quella inizialmente messa in campo da Giovanni Cornacchini. Sorprendendo un po’ tutti (ad eccezione di coloro che venerdì mattina avevano seguito l’allenamento di rifinitura), il tecnico marchigiano ha proposto un (quasi) inedito 3-4-3 che gli consentiva di vedere contemporaneamente in campo molti dei volti nuovi ed anche alcuni della vecchia guardia che avevano morso il freno nelle amichevoli precampionato. Sono partiti dalla panchina i vari Invernizzi, Bernardo, Pandolfi, Cenciarelli e via dicendo e la maglia da titolare è andata sulle spalle di Boldrini (impiegato come esterno di centrocampo), su quelle di Cruciani (centrale, al fianco di Cuffa), di Neglia che in attacco affiancava la coppia composta da Diop e da Gaeta. Particolarmente sfortunato l’esordio di quest’ultimo, costretto ad abbandonare dopo un quarto d’ora di gioco per un problema ad un ginocchio; problema la cui entità potrà essere valutata con precisione nelle prossime ore.

La Viterbese trascorre il Ferragosto riposando. Tornerà ad allenarsi, alla Palazzina, martedì pomeriggio quando mister Cornacchini comincerà a mettere nel mirino la gara interna di domenica prossima contro il Gubbio. Una partita che deciderà la squadra del gironcino a tre che si qualificherà per la fase successiva di Coppa Italia. Alla Viterbese, per centrare tale obiettivo, serve solo un risultato, quello della vittoria con lo scarto di almeno due gol, ipotesi che allineerebbe tutte e tre le squadre a quota tre e richiederebbe il computo della differenza reti e del maggior numero di gol segnati per decretare la vincente.





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