ANNO 10 n° 20
Viterbese in Lega Pro, nuove speranze
Il Seregno (come il Novara nel 2014) ricorre al Coni per ritornare alle 60 squadre
26/08/2015 - 02:01

VITERBO - Si apre un altro spiraglio per la possibile riammissione della Viterbese in Lega Pro. A proporre una possibile svolta in una vicenda in cui Federcalcio e Lega competente non hanno di certo brillato per coerenza e linearità di comportamenti, è il Seregno che decide di percorrere la medesima strada utilizzata lo scorso anno dal Novara.

In pratica, più o meno 12 mesi fa la squadra piemontese era stata estromessa dal campionato di serie B per un illecito sportivo. Con una procedura identica a quella utilizzata in queste settimane per la ex serie C, si decise di abbassare il numero delle contendenti del torneo cadetto da 22 a 21. Il Novara presentò ricorso al Coni ed ebbe ragione, ma a beneficiare del ripescaggio fu poi concretamente il Vicenza. La sentenza, dunque, fa giurisprudenza e il Seregno (che si è affidato peraltro all'avvocato Cesare Di Cintio, lo stesso legale che curò la questione - Novara l'anno scorso) chiede al massimo organo sportivo italiano di ripristinare l'originale format della Lega Pro: 60 squadre divise in 3 gironi, così come stabilito dall'articolo 49 delle Noif (Norme organizzative interne federali). La delibera federale del 7 agosto, invece, secondo quanto sostenuto dalla Figc, non interviene sul numero complessivo, ma prende semplicemente atto che non ci sono state richieste sufficienti per arrivare a 60 e quindi la quantità delle contendenti si assottiglia. Una battaglia in punta di diritto (sportivo) che, giova ripeterlo, l'anno scorso fu risolta a favore di chi aveva presentato il ricorso.

La faccenda, dunque, si fa interessante perché il ritorno al numero originario spalancherebbe le porte al rientro in serie C di Monopoli, Taranto e Viterbese (secondo la graduatoria scaturita dai play off di serie D: da ricordare da Sestri Levante e Fano, pure posizionate rispettivamente al primo e al terzo posto, hanno da tempo rinunciato alla possibilità di disputare la terza serie), cioè le società di serie D che hanno da tempo manifestato l'interesse alla riammissione nella categoria superiore ma senza versare la famigerata, ingiusta e ingiustificabile somma di 500mila euro a fondo perduto.

Da sottolineare ancora che attualmente la Lega Pro risulta composta da 53 squadre, poiché il Castiglione ha rinunciato. In questo caso, il posto scoperto andrà occupato - secondo le intenzioni della Lega stessa - utilizzando la famosa graduatoria dei play off, e quindi nell'ordine Monopoli, Taranto, Viterbese. Ieri, peraltro, il commissario Miele ha divulgato la composizione dei gironi inserendo ben 4 incognite (una nel girone settentrionale e centrale e due in quello meridionale): una necessità che deriva dall'esito di attendere i giudizi di secondo grado relativi alle vicende del calcioscommesse. Un enorme quizzone e un guazzabuglio che si sarebbe potuto evitare rinviando di un paio di settimane l'inizio dei campionati (lo chiede esplicitamente anche il Seregno nel suo ricorso, indicando la data del 13 settembre), mantenendo il numero originale, evitando l'ignobile tagliola del fondo perduto. Insomma agendo con logica e buonsenso, invece di affidarsi agli azzeccagarbugli di turno. La riforma dei campionati è una cosa seria, ma va programmata per tempo. La fretta e le decisioni cervellotiche non hanno mai prodotto frutti positivi. 





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