ANNO 10 n° 17
Viterbese da record: 9-1 al Selargius
Gialloblu a valanga sui sardi di Zeman e ora a -4 dalla Lupa Castelli Romani
15/02/2015 - 16:24

di Tommaso Crocoli

SELARGIUS – VITERBESE 1-9

SELARGIUS: Forzati, Aramu, Danieli, Callai, Piselli, Usai, Suella, Mannoni, Chelo, Cardia, Sanna. All. Zeman A disposizione: Vacca, Pirino, Schieda, Contu, Secci, Patacchiola, Fanunza.

VITERBESE: Fadda, Pacciardi, Scardala, Dalmazzi (dal 1’st Varricchio), Perocchi, Nuvoli, Giannone (dal 20’st Assenzio), Oggiano (dal 1’st Giurato), Neglia, Morini, Pippi. Allenatore: Ferazzoli. A disposizione: Zonfrilli, Pingitore, Gimmelli, Tuniz, Costalunga, Pero Nullo, Fanasca.

Arbitro: Guida di Salerno (Avellani e Piccirilli)

Angoli: 3-3

Ammoniti: Pippi per la Viterbese

Espulso: Suella del Selargius

Marcatori: 2’ autogol Forzati, 9’ Oggiano, 18’ Giannone, 22’ Neglia, 33’ Pacciardi, 35’ Morini, 49’ Neglia, 75’Assenzio, 86’ Chelo, 90’ Morini.

VITERBO – Una scampagnata, più che una trasferta, quella toccata ai ragazzi di Ferazzoli, che tornano a Viterbo con i tre punti in tasca dopo aver impallinato il Selargius con un eclatante 9 a 1. La gara, in realtà, non inizia nemmeno: un clamoroso errore di Forzati spiana subito la strada ai gialloblu, l’espulsione di Suella trasforma la gita in Sardegna in un allenamento a porte aperte. Zeman ci mette del suo, lasciando in campo una squadra sbilanciata, e a fine partita si contano più occasioni da gol che spettatori. Troppo facile, certo, ma comunque un segnale importante in vista della supersfida di mercoledì contro la Lupa Castelli, distante ora solo quattro lunghezze in classifica.

Sbarcata in Sardegna con l’obbligo dei tre punti, la Viterbese scende in campo contro il Selargius potendo contare su tutti i propri effettivi, eccezion fatta per lo squalificato Saraniti. Ferazzoli preferisce Pacciardi a Tuniz sulla corsia esterna di difesa, conferma al centro il duo Giannone-Nuvoli e schiera alle spalle di Pippi il terzetto composto da Neglia, Oggiano e Morini. Pero Nullo, diffidato e a rischio in vista del big match contro la Lupa, parte della panchina. Dall’altra parte Zeman ritrova in difesa Aramu, dovendo invece rinunciare per la seconda giornata consecutiva a Capelli, fermato dal giudice sportivo.

Forte degli insegnamenti paterni, Karel Zeman manda in campo una squadra giovane e coraggiosa. Nel dna dei sardi c’è quella sfrontatezza che è alla base di grandi imprese ma anche, nelle giornate storte, di clamorose imbarcate. La squadra di casa paga dazio subito all’inesperienza: minuto 2, Forzati va a bloccare un facile pallone in area ma la sfera gli sfugge e rotola in rete tra lo stupore generale. Avvio choc per il Selargius, che poco dopo resta in dieci. Suella protesta vigorosamente con l’arbitro dopo un’azione di Giannone, Guida pizzica qualche parola di troppo e mostra il cartellino rosso all’indirizzo del centrocampista.

Sono passati appena cinque minuti, ma in pratica la partita non c’è già più. Zeman accetta il rischio dell’uomo in meno, chiedendo ai suoi di tenere comunque alto il baricentro. Alla Viterbese non pare vero: al 9’ Oggiano sigla il due a zero di sinistro dal cuore dell’area di rigore, dieci minuti dopo Giannone si esibisce nella specialità della casa e fredda Forzati su calcio di punizione. Tre a zero, ed è solo l’inizio.

Quello gialloblu è un uragano che si abbatte senza pietà sui sardi, puniti con puntualità svizzera a intervalli regolari. Spunto di Morini a sinistra, appoggio al centro per l’accorrente Neglia che di destro fa poker: 4-0. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Pippi spunta in mischia e fa sponda per Pacciardi, che si toglie la soddisfazione della rete personale: 5-0. Finita? Ancora no. Morini e Neglia, protagonisti della quarta marcatura, si invertono i ruoli. Scambio in velocità tra i due funamboli e 6-0 di Morini. A dirla tutta la Viterbese potrebbe anche far ruotare la settima sfera del pallottoliere, ma prima Oggiano e poi Pippi falliscono l’appuntamento. All’intervallo il punteggio è comunque tennistico, e la trasferta in Sardegna ha i connotati dell’allenamento settimanale, neanche troppo impegnativo.

Ferazzoli lascia negli spogliatoi Oggiano e Dalmazzi, dando spazio a Varricchio e Giurato. Pronti via e Neglia, senza pietà, calcia al volo trovando la settima rete. Poi, finalmente, la tempesta accenna a placarsi. La Viterbese decide di accontentarsi e abbassa il ritmo, limitandosi a qualche offensiva improvvisa di tanto in tanto. Il Selargius si fa vedere timidamente dalle parti di Fadda, senza rendersi però troppo pericoloso. La palla buona l’avrebbe Cardia, che però spara alto da buona posizione. E al 30’ c’è gloria anche per Assenzio, che in percussione offensiva riceve palla e batte Forzati per l’ottava volta. Un punteggio storico, oltretutto, record in trasferta per i gialloblu che al Rocchi quest’anno otto reti le avevano già rifilate al fanalino di coda Anziolavinio. Ci sarebbe anche il nono, di gol, ma la bandiera ferma Giurato. Al 42’ arriva invece quello di Chelo, che prima chiama Fadda alla gran parata e poi lo beffa sul susseguente corner. Al novantesimo Morini decide di imitare Neglia, portando a casa anche lui una doppietta buona per la classifica marcatori. Finisce 9 a 1. Troppa grazia, ma la Lupa è avvisata.





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