ANNO 9 n° 323
Viterbese a Fregene per tornare in vetta
I gialloblu recuperano la settima di ritorno: Gregori si affida al 4-3-3
04/03/2014 - 20:40

di Domenico Savino

VITERBO – L’occasione per riprendersi la testa della classifica arriva subito. Per la Viterbese c’è il recupero della settima di ritorno: viaggio a Fregene per i gialloblu che non hanno giocato domenica scorsa dopo aver chiesto lo slittamento per l'impiego di Fe e Ghezzi nella rappresentativa del Cr Lazio al torneo Roma Caput Mundi. Nel frattempo il Rieti ha vinto a Cerveteri ed è balzato davanti a tutti. Uno scatto che la squadra di Attilio Gregori è costretta a neutralizzare. Ma sarebbe stata comunque chiamata a fare bottino pieno in riva al Tirreno, indipendentemente dall’esito del match degli amarantocelesti.

A undici turni dalla fine sono pochi i calcoli da fare: si deve vincere e macinare quanti più punti possibile per sfiancare la concorrenza. Ecco perché d’ora in poi tutte le gare diventano decisive: errori non sono più ammessi poiché potrebbero essere pagati a caro prezzo. E allora la Viterbese deve dimostrare di aver appreso il credo tattico e psicologico del suo nuovo allenatore. Tre giorni in più sono serviti a migliorare la conoscenza, a rendere fluidi certi meccanismi, a favorire quella compattezza che serve a non disunire il gruppo nei momenti topici delle partite. Sbrigare la pratica senza tentennamenti e possibilmente recuperare energie in vista del derby di domenica prossima al Rocchi contro il Montefiascone.

L’AVVERSARIO - A Fregene non sarà semplice. La squadra allenata da Renato Vigna ha fame di punti: è invischiata nella lotta per non retrocedere e vuole scrollarsi di dosso. Ha collezionato 22 punti, uno in più della Caninese (che recupera il derby contro il Montefiascone), due in meno del Cerveteri (che allo stato attuale sarebbe salvo): un gruppo che viene dal pareggio di Monterotondo e dalla pesante sconfitta interna contro la Fonte Nuova. E poi incontra la Viterbese: occasione buona per riabilitarsi agli occhi del campionato.

GIOCARE SENZA PRESSIONE – Il successo del Rieti rende ancora più interessante la sfida del Paglialunga. Gregori vuole guardare in casa sua: ''Le pressioni nella vita sono altre: sappiamo di dover vincere perché siamo stati chiamati da una società importante come la Viterbese e questo tipo di attenzioni non ci devono far paura. Alla squadra dico di dare il massimo e questa deve diventare l’abitudine mentale, senza aggiungere ansia e frenesia che potrebbero indurre l’effetto contrario. Sono un uomo a cui piacciono le competizioni e quella di domani (oggi per chi legge, n.d.r.) è una bella sfida''.

GIALLOBLU VOTATI ALL’ATTACCO – L’idea di Gregori è quella di spingere la squadra in avanti. La rifinitura di ieri è servita a sciogliere i dubbi in tutti i reparti. A Fregene sarà 4-3-3 di base, perché come ama ripetere l’ex trainer del Frascati ''i moduli sono numeri, la differenza viene data dall’atteggiamento della squadra. Ho trovato un gruppo che mi offre ampie garanzie: stiamo lavorando su diversi moduli, ma il calcio è fatto di due fasi quella di possesso e quella di non possesso e noi dobbiamo essere bravi a farle entrambe al meglio. Gli attaccanti dovranno essere i primi difensori, dovranno fare pressioni sui portatori di palla avversari chiudere le linee di passaggio''.

Quindi partendo proprio dalla prima linea toccherà al trio Cerone-Vegnaduzzo-Pero Nullo, fare male alla difesa del Fregene, che non è granitica (46 reti subite). Cambia qualcosa in mediana: Giannone opererà davanti alla difesa e nel ruolo di mezze ali ci saranno Gubinelli e Faenzi. Quella di Gubinelli è una scelta coraggiosa che il tecnico sta provando e che in alcune situazioni può far oscillare il modulo verso il 4-4-1-1. Movimenti interni che devono essere a dovere memorizzati dalla squadra per evitare di perdere equilibrio e trovarsi spaccata in due tronconi. Infine in difesa ci sarà il debutto per Dalmazzi al fianco di Fapperdue (o Marini) con Kacka e Fe e sterni e Boccolini tra i pali.





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