ANNO 9 n° 321
Viterbese, ultima in casa con l'Arezzo
I gialloblu sono tornati al lavoro per preparare il match con i toscani
25/04/2017 - 02:01

di Stefano Renzo

VITERBO - E’ passata la nottata, quella del dopo Siena, e ieri mattina la Viterbese è tornata al lavoro con l’intento di mettere subito nel mirino l’impegno prossimo venturo, quello che sabato, ore 16,30, la vedrà alla Palazzina, per quella che potrebbe essere (speriamo di no) l’ultima apparizione interna stagionale, opposta all’Arezzo terza forza del girone. Un confronto sempre affascinante, se vogliamo non privo di storia e di risultati anche inattesi, sovente capace di richiamare sugli spalti il pubblico delle grandi occasioni.

Si tenta di scacciare i fantasmi, si guarda avanti cercando di archiviare con meno danni possibili, oltre a quelli legati alla sconfitta, la partita di Siena. Una trasferta caratterizzata da alcuni episodi particolari, con giocatori neanche convocati perché influenzati (Jallow) e poi arrivati in ritiro di tutta fretta domenica a pranzo e addirittura mandati in campo nella ripresa, tanto per fare un esempio. Oppure, la sostituzione di Falcone a mezz’ora dal termine, incomprensibile dagli spalti e che - si è saputo solo in seguito, giustamente - si è resa necessaria per un violento attacco di gastroenterite che ha colpito il giocatore. E via dicendo.

Giornata particolare, insomma, che ha confermato il Siena come bestia nera della gialloblu che questa volta, per un insieme di motivi si è vista sfuggire di mano una gara che sembrava vinta rimediando un kappao che disturba non tanto perché è il primo di Puccica, bensì, come ha tenuto a sottolineare lo stesso tecnico ai microfoni di Diretta Sport nel dopo gara, “E una sconfitta che la squadra non meritava al termine di una gara giocata bene per oltre un’ora e che non ci consente di raggiungere ancora quello che è il nostro obiettivo, vale a dire i play off”.

La difesa è sotto accusa, anche poco generosamente da coloro che si sono scagliati contro Roberto Pini che certo non è stato lo Iannarilli della situazione ma non va additato come il colpevole unico della battuta d’arresto. Le difese, volendo, non hanno fatto entrambe un figurone, i cinque gol della partita tutti o quasi sono stati realizzati con la involontaria complicità della rispettiva retroguardia avversaria. La Viterbese, nel suo momento migliore, seconda parte del primo tempo ed inizio della ripresa avrebbe potuto mettere in cassaforte il risultato e non c’è riuscita, il Siena è invece stato capace di farlo nella parte finale del confronto. La differenza può essere lucidamente individuata nel diverso apporto dei tre cambi messi in campo dai rispettivi allenatori: quelli di mister Scazzola hanno risposto in pieno alle aspettative, quelli di mister Puccica meno e non per cattiva volontà o per inferiorità. Semplicemente perché Cenciarelli, Jallow, Cruciani tutti e tre erano reduci da una settimana non proprio ottimale, i primi due addirittura avrebbero potuto essere lasciati a casa.

Ieri, alla ripresa, piscina per chi ha giocato a Siena, seduta non pesantissima per gli altri. Presenti tutti i quasi, compresi gli acciaccati. Oggi si replica, alle 15 al Rocchi, prima di una specie di ritiro, tre giorni consecutivi, a Grotte di Castro: tra oggi e domani dovrebbe arrivare la speciale mascherina in grado di consentire a Iannarilli di tornare ad allenarsi a pieno regime. In via di risoluzione, pare, anche i vari problemi che hanno caratterizzato in negativo lo sorso fine settimana di Cenciarelli, Sandomenico, Falcone, Jallow e via dicendo.





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