ANNO 8 n° 110
Viterbese, rigettato il ricorso della cordata
Il tribunale di Roma ha respinto le richieste presentate dall'avvocato Tilia
10/01/2018 - 07:07

VITERBO - Si è ufficialmente conclusa con un nulla di fatto la lunga telenovela sul passaggio di proprietà della Viterbese Castrense. Il giudice Clelia Buonocore, della sedicesima sezione civile del tribunale di Roma, ha infatti rigettato il ricorso di Paolo Cipriani - nella fattispecie il primo esponente della cordata romana che avrebbe dovuto rilevare le quote societarie - presentato da Luca Tilia, legale e portavoce.

A seguito della conferenza stampa indetta in fretta e furia proprio da Tilia questa estate, la cordata romana aveva richiesto alle autorità l'autorizzazione ad eseguire il sequestro giudiziario del 100% delle quote rappresentative del capitale sociale della Viterbese.

Dopo aver analizzato il caso però, il tribunale di Roma ha rilevato che la stipula del contratto definitivo non è avvenuta entro il 17 luglio, come fissato dal contratto preliminare firmato ad inizio luglio. 

''Del resto Cipriani Paolo - recita l'ordinanza del foro romano -  ha ripetutamanete dedotto che, con il versamento della somma di euro 150.000 aveva integralmente adempiuto alle obbligazioni assunte con il contratto preliminare di cessione delle quote''. Inoltre, sempre secondo il tribunale ''Cipriani Paolo ha reso dichiarazioni e tenuto condotte significative della sua volontà di sciogliersi dal vincolo contrattuale''. 

A seguito di tutto questo, la famiglia Camilli ha deciso di togliere il cartello vendesi dalla società e di tornare ad investire denaro per preparare la nuova stagione calcistica, mettendo sotto contratto nuovi calciatori e un nuovo allenatore.

Il giudice Buonocore ha quindi rigettato la domanda di sequestro giudiziaria proposta dall'avvocato Tilia e condannato Cipriani Paolo al pagamento delle spese processuali, chiudendo ufficialmente la questione e riconsegnando virtulamente la società nelle mani della famiglia Camilli.






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