ANNO 9 n° 259
Viterbese, ora devi rialzare la testa
Camilli: Contro il Montecelio la prima di 5 finali; la vittoria manca da un mese
10/11/2013 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – E’ iniziato un nuovo corso in casa gialloblu. La società ha rivoltato come un calzino l’area tecnica. Via l’allenatore, il direttore sportivo e il preparatore atletico che avevano iniziato la stagione, ora ci sono altre tre figure che devono consentire alla squadra di rialzare la testa e riprendere a correre. Ed è stata firmata anche la convenzione per l’utilizzo dello stadio: passo importante per la società. Al Rocchi arriva il Montecelio e c’è l’esigenza di tornare a conquistare l’intera posta in palio. L’ultimo sorriso è datato 13 ottobre, Grifone schiantato 4-0.

Da allora quattro pareggi e una sconfitta: troppo per una squadra costruita per “stra-vincere”, come ama dire il suo Comandante Piero Camilli. E allora contro il Montecelio, guidato in panchina da una vecchia gloria della Lazio scudettata, Giancarlo Oddi, c’è la necessità di vincere per non perdere contatto dal Rieti che ora sta marciando a ritmi vertiginosi. In fondo anche ai sabini potrà capitare un momento di rallentamento ed è necessario farsi trovare pronti a rosicchiare punti che alla lunga potranno diventare decisivi.

Calcoli a parte, il destino resta nelle mani della Viterbese. Serve un deciso cambio di atteggiamento: la giusta dose di umiltà e cattiveria per calarsi al meglio nella perfida realtà dell’Eccellenza, che si sta rivelando una scalata impervia. La parola d’ordine, dopo lo sciagurato derby di Montefiascone, è diventata corsa. Tanta corsa che indica la fame di successo, quella bava alla bocca che hanno dimostrato di avere (ad esempio) i gialloverdi falisci. Il valore tecnico individuale della squadra non si discute, ma accanto alle doti qualitative ci deve essere sempre quella giusta dose di agonismo che moltiplica le energie.

E poi la Viterbese deve cercare di diventare più gruppo, lavorare sul mutuo soccorso, sul sacrificio reciproco: il difetto maggiore riscontrato nelle ultime apparizione è stato osservare una squadra slegata con giocatori che cercano da soli di risolvere la partita, troppo metri tra i reparti e quindi campo concesso agli avversari e un supplemento inutile di fatica.

Pirozzi ha avuto una intera settimana per far appendere i suoi dettami tattici: con tutta probabilità si ripartirà dal 4-3-3 che, però, poche buone indicazioni ha fornito a Montefiascone. Fermo restando che i moduli restano numeri se non sono accompagnati dalla adeguata applicazione, potrà giocare dal primo minuto Agostino De Vizzi, il centrocampista di quantità che farà il suo debutto in gialloblu (domenica scorsa era squalificato). Spazio in mediana a Romondini e Faenzi che vanno a completare il reparto.

C’è curiosità nel vedere come si disporranno gli attaccanti: bocciato Toscano, dovrebbe tornare Pacenza con Noviello e Cerone. Due punte per aggredire l’area di rigore e un regista che avrà il compito di accendere una squadra spenta. E’ la prima di cinque finali come ha ripetuto in settimana il presidente Vincenzo Camilli: ''I giocatori hanno un mese di tempo per meritarsi la conferma a dicembre prima dell’inizio del mercato''. E il Montecelio è la prima tappa di un mini ciclo: è il momento di rialzare la testa.





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