ANNO 10 n° 52
Viterbese, oggi l'abbraccio del Rocchi
I gialloblu giocano in casa: arriva l'Olbia ed è già il primo esame
14/09/2014 - 02:00

di Domenico Savino

VITERBO - E venne il giorno del debutto casalingo. Lo stadio Rocchi è pronto a riabbracciare la Viterbese. Dopo quattro mesi i gialloblu tornano a giocare nelle loro casa sentendo il calore dei loro tifosi. L'ultima volta in assoluto fu la festa post Rieti e dall'altra parte c'era il Civitavecchia. L'ultima volta in D, due anni fa, erano play off e si giocava contro la Virtus Castelfranco. Ora si ritorna con rinnovate ambizioni e lo spirito della squadra che vuole far sognare una città: arriva l'Olbia, formazione ben attrezzata che si candida a un ruolo da protagonista in campionato. E si attende anche la giusta cornice di pubblico per battezzare il debutto interno della Viterbese.

I gialloblu devono riscattare la prova dai due volti dell'esordio a San Cesareo: una squadra a cui non è mancato l'animus pugnandi quando è rimasta in inferiorità numerica e che ha lottato per difendere il prezioso gol di vantaggio. Ma sul piano del gioco la squadra ha bisogno di crescere. Il passaggio al 4-3-3 deve ancora essere metabolizzato dal gruppo che per larga parte del pre-campionato ha provato il centrocampo a quattro. Si tratta di un passaggio di non poco conto, perchè una mediana a tre e una prima linea pesante prevedono una profonda modifica dell'assetto di squadra. Significa lanciarsi con più coraggio in attacco, farlo con tanti uomini e - di conseguenza - un maggiore dispendio di energie. Gli esterni devono essere abili sia a saltare l'uomo che a creare massa in area di rigore. I laterali bassi hanno il compito di martellare le fasce per andare al cross: la prima punta non può essere lasciata sola.

Considerazioni che in settimana ha fatto anche il tecnico Gregori, il quale deve fare a meno di Perocchi (squalificato). E la sua assenza va a intaccare il delicato equilibrio degli under: è un '96 e in rosa ci sono solo Ghezzi e Giurato (oltre all'infortunato Costalunga). Pertanto si prevede l'utilizzo di Tuniz sulla corsia destra di difesa (è un '95) e quello di Giurato nel tridente d’attacco. Uno tra Morini e Pero Nullo deve lasciare spazio allo juniores gialloblu che già lo scorso anno era stato impiegato con alterne fortune. Poi ci sarebbe anche un’altra opzione: quella di vedere Ghezzi esterno basso e il conseguente spostamento di Pacciardi sulla destra. Ma si tratta dell’ipotesi meno percorribile. Tutte queste valutazioni sono sul tavolo di Gregori che ha avuto in settimana tutto il tempo per studiare la formazione anti Olbia.

I sardi sono da prendere con le molle: hanno fatto un salto di qualità con l’acquisto di Mario La Cava (ex Flaminia) che garantisce gole presenza in attacco. Ma nel complesso si tratta di un gruppo ben assemblato (Mastinu, Molino, Varrucciu sono elementi di valore) dal tecnico Pierluigi Scotto. Nella gara d’esordio hanno impiegato più del dovuto per fiaccare la resistenza del Selargius ma al pari dei gialloblu hanno giocato per larghi tratti di gara in dieci uomini (rosso a Ravot). Inoltre la partita con l’Olbia ha il profumo delle sfide calde degli anni ’70 quando gialloblu e sardi si incontrano spesso sui campi della vecchia serie C. In ordine di tempo l’ultima sfida è datata 2003 in Coppa Italia. In campionato Viterbese e Olbia non si sfidano dal 1981 e fu una vittoria della Viterbese per 3-1. Si gioca alle 15: l’arbitro della gara è Davide Meocci di Siena. Per la Viterbese è arrivato il momento di svelarsi alla sua gente.

GIRONE E: FLAMINIA A GUALDO – Trasferta umbra per la Flaminia Civita Castellana. L’obiettivo è fare punti per schiodare lo zero dalla classifica. All’esordio i rossoblu sono scivolati sulla matricola Ponsacco: una gara storta culminata con il rigore fallito da Polidori. La banda di Puccica vuole dimenticare il passo falso e per farlo serve una gara con tanto cuore e tanta grinta al Luzi di Gualdo. In settimana gli uomini di Giunti sono stati eliminati dalla Coppa Italia, sconfitti a Matelica.





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