ANNO 10 n° 17
Viterbese, la Lega Pro sempre più lontana
Respinto il ricorso contro il fondo perduto, calano le speranze
01/08/2015 - 00:03

VITERBO - La notizia, in sé e per sé, va annoverata sotto la categoria ''cattive nuove''. Il ricorso fatto da Sambendettese, Forlì e Gubbio contro i criteri di ripescaggio stabiliti dalla Figc, quelli per intenderci che prevedono il sanguinoso esborso di 500 mila euro a fondo perduto, è infatti stato respinto dal Collegio di Garanzia dello Sport.

La sentenza, e qui si può discutere all'infinito, non entra in realtà nel merito della legittimità o meno. Le istanze sono state respinte per ''sopravvenuta carenza di interesse''. Le squadre in questione, di fatto, avevano sì fatto ricorso contro il fondo perduto, ma senza presentare domanda di ripescaggio. Dunque, secondo lo stesso Collegio, ''non sono più titolari di un interesse giuridicamente protetto''. 

Resta il fatto che, allo stato attuale, la ''tassa amorale'', come l'aveva definita settimane fa dal patron della Viterbese Piero Camilli, è ancora requisito necessario per ambire a un salto estivo di categoria. Addio, dunque, al sogno di un ingresso anticipato tra i professionisti?

Forse. I termini sono scaduti lo scorso 27 luglio e la Viterbese, proprio al rush finale, aveva invece inoltrato la sua richiesta, non corredata però dai famigerati 500 mila euro. Cosa succederà ora? Gli scenari possibili sono due e, come sempre accade in questi casi, una soltanto aprirebbe scorci interessanti per i gialloblu.

Il primo è che, vista la conferma dei criteri stabiliti, vengano prese in considerazione soltanto le domande complete di ogni adempimento necessario. Si andrebbe incontro a una Lega Pro con meno squadre delle sessanta prevista, per la precisione 54/55 divise in tre gironi da 18/19 ciascuno (fermo restando la vicenda calcioscommesse, che potrebbe sparigliare ulteriormente le carte).

La domanda della Viterbese sarà respinta, lasciando alla famiglia Camilli qualche giorno per colmare le lacune, ovvero sganciare l'odiosa gabella. Difficile che accada. Con buona pace delle società che in questi giorni gridavano allo scandalo, sostenendo in pratica che si stia mettendo in atto una rivoluzione del format senza passare da una vera e propria riforma.

La seconda ipotesi, forse poco più di una speranza a questo punto, passa per il Consiglio Federale in programma il prossimo 4 agosto. All'ordine del giorno c'è la vacanza di organico dei campionati professionistici 2015/2016 e i provvedimenti conseguenti (leggasi, i ripescaggi).

Qualora si decidesse di procedere comunque alla formazione di una Lega Pro a 60 squadre, come da regolamento attuale, ecco che le cose potrebbero di colpo cambiare. Potrebbe essere rivista la necessità di versare i 500 mila euro a fondo perduto, potrebbero essere prese in considerazione anche le domande incomplete come quella della stessa Viterbese. Potrebbe, potrebbero. Restiamo nel campo dei condizionali, delle utopie, probabilmente. Ma d'altronde è estate, e qualche giorno in più di speranza sotto l'ombrellone non fa certo male a nessuno.





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