ANNO 10 n° 21
Viterbese, il campionato è arrivato a un bivio
Serve un pronto riscatto per non consegnare il primo posto alla Lupa
14/01/2015 - 00:00

VITERBO – Peggio di così non si poteva proprio: il primo turno del girone di ritorno della serie D, che vedeva le prime della classe impegnate in scontri diretti al vertice, ha assestato un duro colpo alla Viterbese Castrense, che perde di botto punti e certezze. Cade l'imbattibilità casalinga, violata da un San Cesareo furbo e ben messo in campo, e calano le quotazioni gialloblu per la vittoria finale del campionato: la Lupa passa in scioltezza sull'ostico campo dell'Arzachena, allunga in classifica a più sei e mette di nuovo una piccola ipoteca sul primo posto in graduatoria.

Niente è perduto, sia chiaro: le giornate che mancano di qui alla fine sono ancora tante, troppe per poter parlare di verdetti già a gennaio. Ma con una capolista che marcia a ritmi serrati, altri passi falsi rischiano di rivelarsi fatali. La Viterbese ha bisogno di ritrovarsi, e deve farlo subito. Il campanello d'allarme, d'altronde, era già suonato più volte: il gol allo scadere di Pippi in quel di Fondi e l'emozionante rimonta con la Nuorese avevano nascosto i limiti di una squadra che continua a prendere gol con disarmante facilità (otto reti al passivo nelle ultime quattro uscite, media di due a partita) e che tende a svegliarsi soltanto quando la situazione in campo volge a sfavore.

La rimonta riuscita in passato, domenica è rimasta chiusa nel cassetto dei sogni irrealizzati, complice anche la sfortuna (palo di Saraniti, occasioni fallite in sequenza). Ma recuperare una partita che sta scivolando via dalle mani non può diventare una costante. Le novità di formazione, poi, non hanno ripagato il mister: male Gimmelli, schierato a sorpresa da Ferazzoli per garantire esperienza in difesa e in costante apprensione di fronte a Pascu e compagni. E male anche Faenzi, poco incisivo nel centrocampo a tre visto all'opera contro il San Cesareo. Scelte sbagliate, a conti fatti, sconfessate in corso d'opera con la mini rivoluzione del secondo tempo.

Ferazzoli ha incassato la fiducia della società. Giusto così, considerando il buon lavoro fatto fin qui dal tecnico, accompagnato da una lunga striscia di risultati positivi. Ma contro l'Olbia, domenica prossima, serviranno lo smalto e la brillantezza dei mesi passati per non perdere altro terreno dalla vetta. Dopo la trasferta in Sardegna, ecco infatti l'Arzachena e, a Rocca Priora, il big match proprio con la Lupa Castelli. Una sfida che, di questo passo, rischia di trasformarsi in un match ball nella mani della compagine romana. Ferazzoli dovrà risolvere in fretta alcuni nodi: il recupero di Pero Nullo, giocatore dal talento immenso e imprescindibile per la manovra offensiva, e l'esplosione dei nuovi acquisti. Oggiano, Fanasca e Assenzio fin qui non hanno impressionato, ma il loro contributo è vitale per ridare ossigeno ai polmoni della squadra.

In attacco, infine, si dovranno fare i conti con la squalifica in arrivo per Saraniti, cacciato dall'arbitro nel concitato finale per una manata. In attesa di conoscere i provvedimenti del giudice sportivo, toccherà di nuovo a Renan Pippi ricoprire il ruolo di salvatore della patria. Fin qui c'è riuscito alla grande, risultando decisivo pur partendo spesso dalla panchina. Alla sua vena realizzativa sono ora attaccate le speranze viterbesi di riaprire un campionato maledetto, che continua a sfuggire dalle mani dopo aver puntualmente illuso i tifosi.





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