ANNO 9 n° 292
Violentata per sette anni in casa dallo zio
L'uomo condannato a 9 anni e mezzo di carcere, la piccola sarebbe stata vittima degli abusi sessuali da quando aveva 3 anni
11/07/2019 - 06:56

VITERBO – Fin dalla più tenera età sarebbe stata violentata dallo zio all’interno della villetta in cui le due famiglie vivevano in un centro della bassa Tuscia. Dal 2004 fino al 2011, la piccola, già dall'età di appena tre anni, sarebbe stata costretta a subire le estreme attenzioni dell’uomo, oggi 50enne, che ieri mattina è stato condannato a 9 anni e mezzo di carcere e al pagamento di una provvisionale di 30mila euro, da destinare ai genitori della piccola e alla stessa vittima, oggi divenuta maggiorenne.

Secondo la magistratura, lo zio in passato avrebbe approfittato dei momenti in cui restava solo con la nipotina per avvicinarla: giochi erotici e orali che la piccola sarebbe stata costretta a fare e subire, mantenendo il silenzio con gli altri famigliari. Anche con il papà e la mamma che per anni non si sarebbero accorti di nulla e che ora continuano a domandarsi come possa essere stato possibile.

A far scattare la denuncia a carico dell’uomo, per cui il pubblico ministero Chiara Capezzuto ieri ha chiesto una pena esemplare a 10 anni di carcere, sarebbe stata una confidenza della bambina ad una sua professoressa delle scuole medie, dopo un convegno sulla violenza di genere a cui anche lei avrebbe partecipato.

''Quell’incontro – ha spiegato l’avvocato di parte civile Cipriana Contu – è stato fondamentale per la sua presa di coscienza: la piccola si è trovata ad un bivio. Dopo anni di abusi e di silenzio è stata costretta a scegliere: continuare a vivere con quell’enorme segreto dentro di sé, oppure parlarne e liberarsi da tale macigno? Fortunatamente ha scelto di confidarsi con la professoressa e successivamente con i suoi genitori. Ha scelto di volare''.

La piccola, ascoltata due volte dagli inquirenti in modalità protetta nel dicembre del 2015, avrebbe raccontato di come lo zio per anni, rimanendo solo a casa con lei, la avrebbe avvicinata, spogliata e avvolta da una copertina, per poi abusarla. Con giochi tutt’altro che leciti e opportuni, che la bambina avrebbe descritto in maniera minuziosa e puntuale come ''il gioco della salsiccia'', ''del serpentello'' e ''delle dita''.

Sette anni di abusi continui, all’interno delle mura domestiche, un’infanzia rubata e un vero e proprio calvario per la piccola e per tutta la sua famiglia.

''Ha raccontato di come piangesse tutte le sere perché convinta di finire all’inferno – ha proseguito l’avvocato Contu – è scattato in lei un processo di colpevolizzazione che la segnerà per tutta la vita''.

Ieri la condanna dell'uomo: 9 anni e mezzo di carcere, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e una provvisionale per le parti civili da 30mila euro, a cui, molto probabilmente si andrà ad aggiungere il risarcimento danni da quantificare in sede civile. 







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