ANNO 7 n° 264
Vacanze gratis in cambio di colloqui in carcere
Legati alla mafia calabrese, avrebbero corrotto una guardia penitenziaria
13/09/2017 - 07:29

VITERBO – (b.b.)  Avrebbero regalato due vacanze nel loro albergo a Sibari in Calabria, ad una guardia penitenziaria di Mammagialla in cambio di maggiori e più lunghi colloqui con un familiare. Sono la moglie e il fratello di V.C., detenuto nel carcere viterbese nel circuito di alta sicurezza, per scontare una pena per associazione mafiosa.

Ora in due sono finiti a processo, davanti al tribunale in composizione collegiale, per rispondere di corruzione: avrebbero offerto soggiorni all inclusive nell’hotel di proprietà al responsabile dell’ufficio colloqui di Mammagialla. Mare mozzafiato, pernottamento e pensione completa in cambio di ore in più da trascorrere con il loro caro. Il sovrintendente della polizia giudiziaria, secondo la tesi dell’accusa, non avrebbe dovuto far altro che chiudere un occhio e modificare i verbali.

''Ci siamo accorti delle anomalie facendo un controllo incrociato tra sistema informatico e documenti cartacei: gli orari di visita non corrispondevano. In più a volte i colloqui si svolgevano alla presenza di più persone rispetto alle tre previste’’, ha spiegato in aula un collega dell’uomo, uscito dal processo con un patteggiamento della condanna.

Molti gli episodi venuti alla luce, nel periodo tra il maggio e il dicembre del 2010: ''Una volta fece rimanere il cognato di V.C. per un’ora in più rispetto a quanto stabilito. Un’altra, chiese di far svolgere il colloquio in una stanza privata. Un comportamento incomprensibile’’.

Ed è proprio per far chiarezza su questi ''favoritismi inspiegabili’’, che la Procura alcuni mesi dopo decise di perquisire l’abitazione del poliziotto: ''In una chiavetta Usb sono state ritrovate tutte le foto della vacanza a Sibari: moglie, sorella, cognato. Aveva portato in Calabria l’intera famiglia. Ma delle ricevute di pagamento richieste, non c’era neppure la traccia’’, ha sottolineato un secondo collega.

Da qui l’accusa di corruzione anche per l'agente che - come detto - ha patteggiato. Per il fratello e la moglie del detenuto, invece, il processo va avanti: ''Indagini più approfondite hanno rivelato anche come quella struttura fosse oggetto di sequestro: i suoi proprietari, oggi imputati, sono legati all’ambiente mafioso’’.

Si tornerà in aula il prossimo 23 gennaio.







Facebook Twitter Rss