ANNO 8 n° 290
Uno schiaffo da
3 mila 808 euro
Aggressione ''futurista'' a Rossi, arriva la condanna per Gianluca Iannone
16/05/2018 - 07:04

VITERBO – Uno schiaffo che caro gli costò. Uno schiaffo da 3808 euro. A tanto ammonta la cifra che Gianluca Iannone dovrà pagare per aver aggredito nel pieno del festival Caffeina 2012, il padrone di casa, Filippo Rossi.

Ieri la condanna davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini: il leader di Casapound dovrà pagare 800 euro di multa per le lesioni causate, risarcire la parte civile di tutte le spese affrontate durante il processo e versare una provvisionale di 1500 euro. Mentre per il risarcimento del danno a Rossi se ne riparlerà in sede civile.

Per Gianluca Iannone, grande assente in aula, è arrivata invece l’assoluzione per il reato di ingiuria. Così come per il suo presunto complice dell’aggressione, il 45enne viterbese Andrea Giannini.

Secondo quanto ricostruito dai testimoni che negli anni hanno sfilato in aula, la notte del 14 luglio 2012 Iannone arrivò nella sede della segreteria del festival in piazza San Pellegrino e, indisturbato, aggredì il patron della manifestazione culturale. Un pugno dritto in faccia e, una volta a terra, un calcio al ventre, che costarono a Rossi cinque giorni di prognosi.

Poi l’intervento delle forze dell’ordine e la denuncia. Fino ad approdare in tribunale. Per un lungo braccio di ferro durato anni, che, fino allo scorso aprile, aveva fatto sperare in una chiusura pacifica. Una possibile remissione di querela da parte di Rossi in cambio di una donazione di Casapound al monastero di santa Rosa. Un accordo, sfumato ancor prima di prendere forma.

Come lo stesso Iannone, con una nota alla stampa, aveva sottolineato: ‘''Non solo non ho mai fatto nessuna donazione per sottrarmi alla querela ma non ho neanche lontanamente intenzione di farne alcuna se questi sono i termini. Anzi, visto come si sta ponendo il signor Filippo Rossi, sarebbe quasi da schiaffeggiare di nuovo tanto la sua impudenza. Chi ci conosce sa che facciamo donazioni a cadenza oramai quotidiana, ma sempre di nostra spontanea volontà e soprattutto mai dietro una seppur velata, minaccia''.

Così, ieri, la condanna.






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