ANNO 3 n° 146
Un trionfo il Balletto
di San Pietroburgo
L'ensamble si č esibita sul palco del palazzo dei Papi con 'Il lago dei cigni''
19/07/2012 - 10:47

di Alessandra Pinna

VITERBO - E’ l’essenza del balletto per antonomasia, il classico della danza classica e, complici le musiche di Čajkovskij e la tecnica impeccabile dei ballerini, è stato impossibile per gli spettatori del Tuscia Operafestival non restare ammaliati dal ''Lago dei Cigni'', durante lo spettacolo di ieri sera. Sonorità e visività, un mix che ha trascinato la platea in un’atmosfera che ha risvegliato tutte le emozioni: malinconia, estasi, angoscia, gioia e dolore. Una lotta tra il bene e il male, quella rappresentata sul palco del palazzo dei Papi, ricalcata dalla doppia immagine del cigno: quello nero della spietata Odile e quello bianco della eterea Odette.

Per la prima volta in Italia, dopo 20 anni di successi internazionali, il Balletto di San Pietroburgo ha scelto il Tuscia Operafestival e Viterbo per esibirsi nel primo dei tre balletti di Čajkovskij.

Tra seducenti pas de deux, eleganti pas de trois e le danze di gruppo, si intrecciano i destini dei due amanti, il principe Siegfried (interpretato dall’etoile Eugenio Ivanchenko) e Odesse rassegnata a diventare un cigno appena cala il sole, insieme ad altre fanciulle, per colpa di un sortilegio lanciato dal mago Rothbart.  I due si incontrano al lago mentre lei, da cigno, assume le sembianze di fanciulla. Un amore a prima vista quella tra i giovani che si giurano amore con la promessa di rivedersi al ballo del giorno dopo, quello in cui egli dovrà scegliere la sposa. Odette, trasformata nuovamente in cigno per il sortilegio del mago, viene scalzata dalla diabolica Odine che ne assume le sembianze. Nonostante i raggiri della regina, che punta a far sposare il figlio con Odine, il principe si rende conto dell’inganno appena scorge la vera Odette attraverso un’arcata del castello durante il ballo. Disperato, si precipita nella notte alla ricerca della sua amata per chiederle perdono. Una lotta tra il bene e il male, amore sacro e amore profano, che si conclude con la vittoria del principe che spezza il malvagio incantesimo portando amore e felicità.

La prima ballerina (Anastasia Kolegova), bellissima, con linee incantevoli, piedi arcuati ed eleganza che richiamano il cigno bianco. Nel ruolo della perfida Odile (cigno nero) esegue alla perfezione ogni passo con raffinatezza fino a mozzare il fiato con 32 fouettes (eseguiti per la prima volta dalla ballerina italiana Pierina Legnani) veloci e precisi alla maniera russa. Uno spettacolo da tutto esaurito (500 persone) impreziosito dai costumi, dalle luci, dalla scenografia naturale del Palazzo dei Papi e dalla bravura dei 32 ballerini, rigidi ma espressivi allo stesso tempo

Il Corpo di ballo di rigorosa formazione accademica ha rappresentato tutto ciò che contraddistingue la grande tradizione della celebre Accademia Vaganova e che si distingue per la tecnica superba, l’eccellente capacità espressiva e la fedeltà alle coreografie originali dei capolavori del balletto classico.

Il Balletto di San Pietroburgo è stato fondato nel 1990 da una famiglia di solisti del Teatro Mariinskij , appartenente a una dinastia tersicorea che ha più di 100 anni di storia. La sede principale della Compagnia è il Teatro “Hermitage” di San Pietroburgo, dove l’ensamble effettua regolarmente i suoi spettacoli che si alternano con numerose tournée all’estero . Il repertorio del Balletto di San Pietroburgo include balletti ”Il Lago dei Cigni”, “La Bella Addormentata”, ”Giselle”, “Lo Schiaccianoci”, “La Bayadere” e “Gran Gala”.

 

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