ANNO 8 n° 352
''Un piano per rilanciare il centro storico''
La proposta di Paola Celletti e Daniele Cario (Lavoro e Beni Comuni)
22/05/2018 - 14:39

VITERBO - ''Il centro storico di Viterbo è l’immagine in bianco e nero della città, straordinariamente bello e indecorosamente lasciato all’abbandono.

Solo quest’anno ci risulta che, dal solo quartiere di San Pellegrino, un centinaio di famiglie si siano trasferite altrove. Nel 1984 il centro storico ospitava quasi 12.000 residenti: oggi non arriva alle 6.000 unità. Il commercio e l’artigianato si sono quasi estinti nelle vie centrali, vittime della grande distribuzione e della assoluta mancanza di attenzione in tal senso da parte delle politiche comunali.

Il centro storico, gioiello architettonico e artistico, rappresenta per noi, insieme alla risorsa termale e all’agricoltura, il volano per rilanciare questa città in piena decadenza.

Vogliamo restituire agli abitanti l’orgoglio di vivere in centro, eliminando i disagi di cui sono vittime ogni giorno. Per questo occorre:

riservare posti auto ai residenti nelle immediate vicinanze alla ZTL, che nel tempo sono stati eliminati senza prevedere ipotesi alternative;

la redazione di un Piano generale per la mobilità, con bike sharing e bus navetta elettrici che consentano una comoda percorribilità del centro. Lo stesso potrà essere redatto sulla base di un approfondito studio preliminare, volto alla rimodulazione della viabilità interna ed esterna alle mura e alla individuazione di nuove aree di sosta e parcheggio situate in prossimità dei varchi di accesso alla città storica e sulle aree ricavate dall’interramento della ferrovia (nostra ipotesi di riassetto urbanistico della città e di potenziamento e raddoppio della ferrovia Roma Viterbo);

la possibilità di realizzare un riassetto della viabilità mediante la creazione di una zona a traffico limitato in aree della città storica, in modo che divenga pedonale e ciclabile, con particolare attenzione alla fruibilità e godibilità di tutti gli spazi da parte di persone con differenti gradi di abilità;

attenzione per la pulizia, il decoro e la manutenzione delle vie anche attraverso l’aumento dei contenitori per i rifiuti;

il rispetto degli orari e il controllo dei livelli sonori nelle ore notturne, per consentire ai residenti la buona vivibilità del quartiere;

lo studio e la redazione di un progetto finalizzato alla riqualificazione dell’arredo urbano e delle piazze.

Si tratta di misure semplici che ormai qualunque città civile adotta.

Accanto a questo però occorre anche destinare i fondi provenienti dalla tassa di soggiorno e dai finanziamenti stabili, in modo efficace mirando a:

destinare contributi significativi, spalmati su più anni, per l’apertura di nuove attività artigianali, artistiche e commerciali;

defiscalizzare in maniera considerevole e progressiva le attività già operanti in centro;

erogare contributi per affitto finalizzati a riportare le persone a risiedere al centro, con particolare attenzione alle coppie giovani;

mettere in atto sgravi fiscali per chi ha intenzione di investire sugli immobili del centro;

il restauro e riuso dei cosiddetti “contenitori urbani” che non presentano necessariamente una spiccata fisionomia monumentale o architettonicamente pregevole, ma che comunque sono dotati di una considerevole superficie utile, la cui proprietà risulta essere quasi sempre pubblica e quasi sempre sottoutilizzata. A tale scopo si potrebbero stipulare convenzioni con l’Università, gli ordini professionali, le associazioni di categoria, i sindacati, gli enti senza scopo di lucro, ecc. per una cessione in uso temporaneo degli edifici non utilizzati;

creare uno sportello di ascolto per residenti e imprese del centro storico;

destinare un fondo annuale per la promozione e la pubblicità dello sviluppo turistico del centro della città.

Il nostro progetto è quello di rilanciare il centro storico riproponendo una serie di attività eterogenee, capaci di ricostituire quel tessuto sociale ed economico che ne è stato da sempre la forza e la ricchezza, limitando l’eccessiva espansione della grande distribuzione che fino ad oggi non ha avuto regole, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini residenti. Cambiare si può, si deve. È necessario e giusto'.

Paola Celletti e Daniele Cario, Lavoro e Beni Comuni

 






Facebook Twitter Rss