ANNO 9 n° 260
Ubertini nel mirino del ''sodalizio''
I membri della banda calabro-albanese sarebbero gli autori degli atti
intimidatori subiti dall'assessore tra gennaio 2017 e giugno 2018
28/01/2019 - 06:54

VITERBO - Claudio Ubertini è una delle vittime eccellenti del sodalizio criminale che è stato smantellato all'alba di venerdì scorso dai carabinieri con l'arresto di 13 persone nell'ambito dell'operazione ''Erostrato''.

L'organizzazione, attraverso il ricorso sistematico alla violenza e a metodi prettamente mafiosi, aveva l'obiettivo di ''controllare il territorio'', in particolare il mercato degli stupefacenti, il recupero crediti e alcuni settori economici: il commercio di preziosi usati (Giuseppe Trovato è titolare di tre 'Compro oro' a Viterbo), i locali notturni frequentati da stranieri (di cui si interessava l'altro capo, Ismail Rebeshi) e i traslochi (di cui si occupava Gabriele Laezza).

Ubertini, commercialista e attuale assessore all'Urbanistica del Comune di Viterbo, sarebbe finito nel mirino della criminalità organizzata perché sospettato da Trovato ''di abusare delle funzioni politiche e delle sue conoscenze per sollecitare controlli amministrativi nei confronti dei compro oro da lui gestiti e di avere interessi economici diretti, camuffati attraverso persone di fiducia, in attività di compro oro concorrenziali'' a quelle del calabrese, si legge nell'ordinanza di 720 pagine emessa dal gip del tribunale di Roma.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori tramite le intercettazioni, sarebbero i membri della banda calabro-albanese gli autori degli atti intimidatori subiti tra gennaio 2017 e giugno 2018 dall'allora consigliere comunale e dai suoi familiari.

Il primo episodio è l'incendio della Smart di proprietà del politico avvenuto la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2017. Il secondo è la lettera minatoria, recapitata il 23 marzo allo studio commerciale di Ubertini, contenente un proiettile per pistola calibro 7,65 e il frammento di un foglio con manoscritta la frase ''Fai l'omm''. Il terzo è l'attentato incendiario ai danni della Mini Cooper, intestata al figlio Enrico Maria, la notte tra il 15 e il 16 novembre. Il quarto episodio l'8 giugno 2018, a due giorni dalle elezioni amministrative, quando viene ritrovata la carcassa di un tasso sul parabrezza dell'auto del ragazzo. L'ultimo, il 30 giugno, è il danneggiamento della Smart Coupé intestata alla figlia Claudia.

I criminali avevano progettato anche di aggredire fisicamente Enrico Maria Ubertini. il piano si è interrotto però nelle fasi iniziali grazie ai servizi di vigilanza messi in atto dai carabinieri.





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