ANNO 9 n° 260
Tre giorni di riposo per la Viterbese
I gialloblu si godono la pausa, ma preoccupa l'infortunio di Iannarilli
15/04/2017 - 02:01

di Stefano Renzo

VITERBO – La Viterbese si gode tre giorni di riposo. Anche se a turbare il clima arriva la notizia dell’infortunio subito nel corso della gara di giovedì da portiere gialloblu Iannarilli che avrebbe subito una frattura allo zigomo che richiede un intervento chirurgico che, stando alle indiscrezioni raccolte, sarebbe stato effettuato già ieri nella Capitale.

Una pausa meritata questo riposo fino alla ripresa fissata per lunedì pomeriggio, che mancava da tempo per i gialloblu costretti dai ritmi del campionato a fare gli straordinari, una mini vacanza, dice mister Lillo Puccica, “Attesa da questi ragazzi ai quali abbiamo tirato il collo, passatemi questo termine, in un momento della stagione in cui siamo scesi in campo praticamente due volte a settimana per due settimane, costretti tra l’altro a gestire una situazione infortunati che in un certo momento è stata veramente pesante”.

Adesso i gialloblu tirano il fiato e riordinano le idee. Passeranno la Pasqua in tranquillità e poi, da lunedì, tutti di nuovo in campo perché il campionato non si ferma e all’orizzonte c’è una trasferta delicata ed affatto facile, quella di domenica 23 (è stato disposto il posticipo, dalla Lega) sul campo di un Siena in piena crisi di risultati, a digiuno di vittorie da cinque partite nelle quali ha accusato quattro sconfitte ed ha rimediato solo un pareggio, un Siena oramai escluso dai play off ma che certo vuole evitare il rischio dei play out. “Adesso godiamoci questo bel pareggio conquistato con pieno merito con la ex capolista Alessandria – taglia corto mister Puccica – e dall’inizio della prossima settimana riprenderemo a lavorare in vista di Siena”.

La giornata di giovedì ha provocato qualche variazione anche nella zona della griglia dei play off che interessa la Viterbese. Il sesto posto, del Piacenza, è sempre a 4 lunghezze di distanza, ed i gialloblu sono stati affiancati dal Como a quota 52. Dietro, il Renate è rimasto fermo con 50 punti, ma si è avvicinata la Lucchese che a quota 48 occupa il decimo posto della graduatoria dopo aver staccato il Pro Piacenza che non si è mosso da quota 45.

La prestazione offerta ed il risultato conseguito hanno comunque esaltato l’imbattuta truppa gialloblu, al contrario della sua avversaria, quella Alessandria che per la prima volta in stagione, dopo trentacinque giornate cioè, ha perso il primato in classifica, quel primato che ha tenuto saldamente in mano dalla fine dello scorso mese di agosto e che per la prima volta è stata costretta a cedere alla Cremonese che nel serale è andata a violare, con il minimo scarto (1-0) il campo del Prato effettuando il sorpasso inseguito più o meno da vicino per tutto il campionato.

A Cremona si festeggia (misuratamente, perché mancano tre partite alla fine e, come si dice, tutto può ancora accadere, anche il controsorpasso da parte dell’Alessandria) ed a poche decine di chilometri di distanza, appunto ad Alessandria, si vive un dramma, un dramma calcistico chiaramente, di chi ha guidato sempre il gruppo, anche con dieci punti di vantaggio (dopo la diciottesima giornata, 46 contro 36), un vantaggio letteralmente dilapidato nel girone di ritorno. “Probabilmente – constatava con amarezza e rammarico mister Braglia al termine della gara del Rocchi – avevamo pensato, anche inconsciamente, di poter gestire il campionato a nostro piacimento ed invece non è stato così. Adesso abbiamo tre partite per tentare capovolgere di nuovo la situazione, vediamo se riusciamo a fare per intero il nostro dovere”.





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