ANNO 10 n° 60
Travolse e uccise pedone, automobilista patteggia 13 mesi
L'incidente avvenne nel marzo 2018 a Castel S. Elia; vittima un anziano di 84 anni
01/11/2019 - 14:07

VITERBO - Un anno, un mese e dieci giorni di reclusione, con pena sospesa, più 1 anno e 4 mesi di sospensione della patente e condanna al pagamento delle spese legali. Questa la pena patteggiata poco fa presso il Tribunale di Viterbo da S.F., 62 anni di Nepi, che nella serata del 14 marzo 2018 investì e uccise Sergio Dell'Orso, 84 anni di Castel Sant'Elia, i cui familiari sono assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in casi di incidenti mortali con sede a Roma.

E proprio in territorio castellese avvenne il sinistro: erano quasi le sette di una tranquilla sera di marzo quando Sergio Dell'Orso decise di attraversare via Roma per riprendere la propria vettura e rincasare, come spesso accadeva. Arrivato quasi al termine dell'attraversamento, però, l'anziano fu investito dalla Ford Fusion guidata da S.F., che a sua volta stava guidando in direzione di casa e che non vide in tempo l'anziano davanti a sé.

Gravissime le lesioni riportate dalla vittima nell'impatto, immediatamente soccorsa ed elitrasportata a Roma per tentare un disperato intervento chirurgico. Nonostante l'impegno profuso dal personale medico, due giorni dopo Sergio Dell'Orso morì a causa dei gravissimi traumi subiti al capo e all'addome nell'investimento e nel successivo impatto al suolo.

Sono apparse subito chiare, così come evidenziato dai rilievi delle forze dell'ordine prontamente arrivate sul luogo del sinistro, le responsabilità ascritte a S.F., assistita dall'avvocato Sergio Racioppa: nonostante l'intenso traffico dovuto all'orario di punta e nonostante si trovasse in una strada in cui non mancano abitazioni, attività commerciali e ricreative, infatti, la guidatrice della Ford Fusion procedeva ad una velocità superiore ai limiti, rendendo impossibile la frenata per evitare l'impatto con l'uomo, di cui si avvide con colpevole ritardo sebbene la strada fosse asciutta e in buone condizioni e anche l'illuminazione pubblica fosse sicuramente sufficiente per transitare in sicurezza.

'Ancora una volta piangiamo una vittima della velocità - evidenzia Paolo Ciceroni, responsabile della sede Giesse di Roma - e con essa, ancora una volta, troviamo una famiglia costretta a piangere una morte evitabile. La condanna, di certo, non può lenire il dolore della perdita, ma speriamo possa contribuire a creare una coscienza sociale sempre più attenta al Codice della Strada e al rispetto dei pedoni, perché purtroppo ogni piccola disattenzione o trasgressione delle regole rischia di trasformarsi nella peggiore delle tragedie, come tristemente accaduto alla famiglia Dell'Orso'.







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