ANNO 10 n° 52
''Tra me e i famigliari di Andrea non ci sarà mai nessun incontro''
La madre di Maria Sestina Arcuri risponde alla lettera scritta in carcere dal 35enne: ''Non l'ho neppure letta. Non mi interessa''
21/01/2020 - 06:31

VITERBO – (b.b.) ''Tra me e i famigliari di Andrea non ci sarà mai nessun incontro. Non mi interessa parlare con loro''. La madre di Maria Sestina Arcuri, morta a 26 anni dopo una rovinosa caduta dalle scale dell’appartamento al civico 7 di via Papirio Serangeli a Ronciglione, è categorica. ''Quella lettera non l’ho nemmeno letta'' spiega Caterina Acciardi, facendo riferimento alle righe scritte in carcere dal 35enne romano, in cui il giovane continuando a professarsi innocente dice: ''Mi hanno dipinto come la persona che non sono. Ma spero di farvi ricredere e di potervi riabbracciare. So che Sestina non ce la riporterà indietro nessuno e quel vuoto non si colmerà mai. Voglio concludere ricordandovi che vi sono vicino, anche se le potrà dare fastidio. Ma un giorno la verità uscirà fuori perché io sono innocente. Le porgo di nuovo le mie più sentite condoglianze a lei e a tutta la famiglia. Sto soffrendo anch’io''.

Andrea Landolfi è recluso a Regina Coeli con le accuse di omicidio volontario, omissione di soccorso e lesioni ai danni della nonna Mirella Iezzi, alla quale avrebbe rotto tre costole nel tentativo di allontanarla da Maria Sestina, subito dopo la caduta dalle scale, nella notte del 3 febbraio scorso.

La settantenne, che finì in ospedale con oltre 40 giorni di prognosi, è quindi da considerarsi parte offesa nel processo contro il nipote. ''Anche se una sua costituzione come parte civile appare quanto mai improbabile, dal momento che ha sempre sostenuto l’innocenza del nipote'', ha commentato l’avvocato di Landolfi, Giacomo Marini, che ieri, di fronte alla giuria popolare presieduto dal giudice Gaetano Mautone ha inoltre fatto notare l’assenza della Iezzi dall’elenco delle persone offese allegato al decreto di giudizio immediato a carico del 35enne. ''Un mero errore materiale'' che ha costretto ieri mattina la Corte d’Assise di Viterbo a riaggiornarsi al prossimo 5 marzo, facendo così slittare nuovamente l’udienza di ammissione prove.

E intanto la madre del giovane, che ieri era presente in aula, cerca di aprire ad un possibile confronto con la madre di Maria Sestina Arcuri: ''Quando mio figlio ha scritto quella lettera, lo ha fatto con il cuore. Sono parole dettate dal dolore: mi auguro che prima o poi Caterina le legga. Forse non ora, se non è pronta. Ma deve sapere che io le sono vicina e mi farebbe davvero piacere parlarle. Anche in udienza ho cercato il suo sguardo. Mi dispiace tanto: proviamo certo due dolori diversi, ma siamo entrambe madri. Possiamo capirci''.






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