ANNO 9 n° 203
Torna l'allarme biogas a Grotte Santo Stefano
Il fermo no del Comitato Tutela Ambientale: ''Sarà l'ennesima ferita''
31/05/2019 - 10:39

VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Tutela Ambiente:

Nonostante la forte opposizione della popolazione grottana, che già nel 2015 si è nettamente opposta alla costruzione di un impianto Biogas alle porte del paese, un progetto simile, nel medesimo sito, è stato nuovamente presentato agli uffici comunali viterbesi. Che la popolazione grottana sia contraria all’impianto lo testimoniano le 1539 firme raccolte in pochi giorni nel 2015, che i benefici sarebbero concentrati su pochi soggetti e il danno sarebbe in capo a tutta la popolazione è altrettanto evidente.

Ricordiamo perché eravamo contrari allora e lo siamo ora: questi impianti adottano una tecnologia controversa dal punto di vista economico ed ambientale e gravano pesantemente sulle tasche dei cittadini costretti a finanziare impianti a bassa efficienza. Gli impianti lavorano raramente a pieno regime di efficienza e quindi non permettono l’ottimizzazione del processo produttivo, delle emissioni, e una sufficiente riduzione dei cattivi odori. Il processo dipende inoltre da una accurata verifica dei rifiuti in entrata nell’impianto, fase in cui però l’intervento diretto di controllo dell’autorità pubblica è minimo. Inoltre la zona di Grotte S. Stefano, date le dimensioni dell’impianto, non può fornire tutto il materiale organico necessario al funzionamento della centrale, stimiamo che la stragrande maggioranza delle biomasse dovranno essere importate. Un traffico quotidiano di decine di mezzi pesanti e maleodoranti attraverserà il paese, con rischi evidente per la circolazione. Le ricadute economiche per l’area sarebbero negative. Il personale assunto nell’impianto sarà di poche unità. Gli investimenti in agricoltura biologica, attività turistiche e recettive sarebbero danneggiati. Il patrimonio immobiliare del paese subirebbe un netto deprezzamento, spazzando via i sacrifici di anni di lavoro. L’impatto sull’area della realizzazione dell’impianto biodigestore sarà quindi l’ennesima ferita all’ambiente e al paesaggio di Grotte Santo Stefano, area su cui già sono presenti l’impianto di trattamento rifiuti di Casale Bussi e circa un centinaio di tunnel avicoli, costruiti ovunque, senza criterio, ed ampliati di continuo.

Il comitato si dà quindi in primo luogo l’obiettivo di bloccare, anche con i mezzi giuridici a nostra disposizione, la costruzione dell’impianto, e in secondo luogo di giungere ad una regolamentazione dell’uso del territorio che tuteli tutti i cittadini grottani.






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