ANNO 8 n° 204
Tentano di rubare a casa di un poliziotto
Un breve inseguimento poi in manette due nomadi di 33 e 23 anni
13/01/2018 - 10:27

VITERBO - Tentano di rubare in un appartamento, ma non si accorgono che il proprietario all'interno è un poliziotto che dopo un breve inseguimento le blocca e le arresta.

L’episodio è avvenuto ieri mattina quando un poliziotto, in servizio presso la Questura di Viterbo, all’interno del proprio appartamento del capoluogo ha sentito suonare ripetutamente dapprima il citofono, poi il campanello di casa. Il poliziotto, quindi, data l’insistenza, dalla stanza da letto si è diretto verso l’ingresso, ma in fondo al corridoio scorge la presenza di due donne. L'uomo si palesa dunque come un agente della Polizia di Stato intimando le due di fermarsi.

Le donne però si danno alla fuga uscendo dal palazzo, ma seguite dall’Agente che riesce a bloccarle a poche centinaia di metri dallo stabile.

Sul posto sono giunti poi gli equipaggi dell’Ufficio Prevenzione e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo che, allertati da un cittadino che aveva assistito alla scena, prendevano in consegna le donne.

Le due, poi identificate come nomadi, di 33 e 23 anni, venivano quindi condotte in ufficio per i successivi accertamenti a seguito dei quali emergevano oltre a numerosi precedenti anche una serie di provvedimenti a carico delle stesse.

In particolare la trentatreenne risultava essere stata già sottoposta nel 2015 dal Questore di Viterbo all’allontanamento dalla città mentre la ventitreenne era addirittura ricercata per diverse pene da scontare e anche per furti già commessi in zona.

Le due nomadi sono state quindi tratte in arresto per tentato furto aggravato e possesso di strumenti atti allo scasso e, la trentatreenne denunciata per inottemperanza al foglio di via obbligatorio mentre la più giovane, con provvedimento del Questore, allontanata dalla città.

Nella giornata di ieri, in sede di giudizio direttissimo, è stato convalidato l’arresto e disposta, come misura cautelare, l’obbligo di firma per le due donne.

Per la ventitreenne la Squadra Mobile ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Ascoli Piceno e la stessa è stata quindi tradotta presso il carcere di Rebibbia.







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