ANNO 7 n° 290
Tenta di superare il quiz della patente con videocamera e bluetooth
Denunciato un cittadino di nazionalità indiana residente a Tarquinia
11/10/2017 - 09:31

VITERBO - Tenta di superare il quiz della patente con una videocamera e un dispositivo bluetooth a vibrazione. Denunciato dalla Polstrada un indiano grazie alla collaborazione con la Motorizzazione civile.

Il personale della polizia di Stato della squadra di polizia giudiziaria della sezione polizia stradale di Viterbo, venerdì scorso è stato allertato dal direttore della Motorizzazione Civile di Viterbo, che ha richiesto un intervento specialistico presso la sede, dove si stavano svolgendo gli esami di teoria per l’ottenimento dell’abilitazione al conseguimento della patente di guida di categoria ''B''.

Alle prove erano presenti, in qualità di esaminandi, alcuni soggetti di nazionalità indiana che a causa del loro strano comportamento avevano destato dei dubbi negli esaminatori.

Nella circostanza, il personale operante ha effettuato un servizio specifico all’interno della sala di esame, individuando i soggetti segnalati ed eseguendo successivamente su uno di essi in particolare, un controllo di polizia giudiziaria.

L'uomo di nazionalità indiana è stato trovato, dopo i controlli, in possesso di dispositivi audio–video bluetooth, con i quali riceveva dall'esterno ausilio per rispondere correttamente ai quiz d’esame.

In relazione alle risultanze del controllo, lo straniero, in possesso di regolare permesso di soggiorno e residente a Tarquinia, è stato condotto negli uffici della sezione Polstrada dove è stato denunciato, mentre la strumentazione rinvenuta sequestrata.

Il meccanismo truffaldino, in effetti, si sostanzia in una piccola telecamera, nascosta tra gli indumenti, con l’obiettivo abilmente puntato verso lo schermo della postazione d’esame: in questo modo, tramite un collegamento in videochiamata il ''suggeritore'' riesce a vedere le domande e ad indicare la risposta esatta attraverso un dispositivo bluetooth a vibrazione collegato ad un telefonino, sul quale arrivano una serie di impulsi (1-2-3-4), a seconda della posizione sullo schermo della domanda esatta.

L’escamotage è noto ai poliziotti sin dal 2014, quando i responsabili della Motorizzazione di Viterbo lo hanno segnalato per la prima volta. Proprio in quel periodo, infatti, iniziò a farsi consistente il numero di cittadini di origini pakistana ed indiana che chiedevano di sostenere la prova di teoria per il conseguimento della patente, riuscendo a superarla brillantemente e a volte senza neanche commettere un errore.

Quando, poi, a superare in modo ineccepibile la prova di teoria è stato un ragazzo pakistano che quasi non riusciva ad esprimersi in italiano, i sospetti si fecero più consistenti e determinarono l’inizio di una complessa attività d’indagine condotta dagli uomini della squadra di polizia giudiziaria della polizia stradale. Agli investigatori bastarono pochi mesi per arrivare a ricostruire nel dettaglio l’astuto modus operandi utilizzato dai componenti di una vera e propria organizzazione con basi logistiche, oltre che nel Viterbese, anche a Brescia ed in provincia di Modena. Organizzazione specializzata nel far conseguire la patente italiana a cittadini stranieri, specie indiani e pakistani, decisamente poco propensi a dedicare il tempo necessario allo studio della materia.

In effetti, soltanto l’attenta osservazione degli uomini della Stradale, spesso presenti alle sessioni d’esame nella ''simulata'' veste di esaminatori o di candidati, ha permesso di capire che alla base dei raggiri c’era sempre l’utilizzo di moderne tecnologie audio e video. Fino a 2.000 euro la somma richiesta dall’organizzazione ad ogni singolo aspirante patentato. Somma che dava diritto anche al necessario supporto logistico. Infatti, l’organizzazione inviava propri corrieri direttamente al domicilio dell’interessato il quale, il giorno dell’esame, veniva accompagnato in auto fino davanti all’ingresso della Motorizzazione.

Gli accertamenti investigativi procedono per addivenire al numero esatto degli esami ''pilotati'' e definire la posizione di altri soggetti che sembrerebbero aver svolto un ruolo determinante nella vicenda.

''Le indagini - osserva il dirigente della sezione Polstrada di Viterbo, dottor Porroni - stanno proseguendo ad ampio raggio, ben oltre i confini della provincia di Viterbo. Esse hanno permesso di accertare una truffa che, se non fosse stata scoperta, avrebbe consentito a persone prive della necessaria preparazione teorica di guidare un veicolo, con evidenti rischi per la sicurezza delle persone''.

Il brillante risultato è anche il frutto di una consolidata sinergia operativa tra polizia stradale e funzionari della Motorizzazione di Viterbo.







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