ANNO 9 n° 230
Tensione, rabbia e poi la gioia: la partita del Comandante
Viterbese - Grosseto vista vicino a Piero Camilli
29/02/2016 - 02:01

di Eleonora Celestini

VITERBO - Quando arriva la tribuna lo accoglie tra gli applausi e col coro d'ordinanza (''Un presidente/c'è solo un presidente''). Il numero uno gialloblu Piero Camilli sorride, ma come sempre non tradisce emozione, fa un cenno con la mano per ricambiare il saluto del pubblico. Subito dietro di lui il figlio Luciano, raggiungono insieme i posti in tribuna. Vincenzo, il presidente, invece è come sempre nel box riservato alla società. Dalla curva grossetana arriva qualche timido fischio in direzione del patron, ma neanche si sente, coperto com'è dagli applausi dei padroni di casa. Sono in tanti, quelli venuti da Grosseto, circa 500, si nascondono sotto una miriade di ombrelli aperti per cercare di ripararsi dalla pioggia che non smetterà mai di cadere durante la partita. 

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Borbotta, Piero, quando diventa immediatamente evidente che, a causa del diluvio che scende sopra la Palazzina, la gara in queste condizioni non può essere più considerata una partita di calcio, ma diventa un round di lotta nel fango. E si incazza, moderatamente in verità rispetto al solito, con l'arbitro Cudini di Fermo che lascia correre troppo sui falli dei grossetani, da subito aggressivi. Atteggiamento non all'altezza, quello dell'arbitro marchigiano, che si ripeterà più volte nel corso della gara.

Sembra più tranquillo del solito il Comandante, in realtà, forse per ostentare un certo distacco emotivo dall'evento. Lo dirà anche lui stesso a fine gara che ha affrontato l'incontro col Grosseto con molta serenità. Non si trattiene, però, ed esplode di gioia anche lui al meritato vantaggio gialloblu firmato da un superlativo Walter Invernizzi, protagonista indiscusso della partita dell'anno insieme a Giuseppe Nuvoli. Camilli batte le mani, sull'onda dell'entusiasmo del pubblico, esploso in cori e applausi fragorosi dopo la rete del bomber uruguaiano.

Un tifoso biancorosso nel frattempo si arrampica sul muro dello stadio, lato Pratogiardino, con uno striscione con su scritto ''Fiero di essere maremmano''. Vengono rimossi dopo poco dalla polizia, lui e lo striscione. Da parte della curva locale, uno striscione ricorda l'amico fotografo Andrea Di Palermo, scomparso in settimana. più tardi, ne esporrranno un altro indirizzato ai fan del Grifone, un po' meno amichevole. 

Arriva anche l'avvocato Tonino Ranucci in tribuna a metà primo tempo, si siede due seggiolini più in là del patron. Viterbese-Grosseto in fondo è anche la sua partita. Mister Federico Nofri, squalificato, segue invece la gara dal box riservato alla squadra sopra la tribuna centrale, insieme a Cuffa e Dierna, anche loro fermati per un turno.

Nella ripresa il match si fa maschio, il Grosseto ci prova - in realtà i biancorossi tireranno verso la porta di Pini una sola volta in 90' - ma la Viterbese resiste. Esce per infortunio un buon Bernardo ed entra un acclamatissimo Matias Vegnaduzzo, che colma il gap di condizione con la solita grinta. Servirà anche lui alla causa, più avanti. Il Grifone si presenta in avanti, in cerca del pareggio, e il patron dalla tribuna urla 'cambia' al tecnico Giacomo Russo, che sostituisce lo squalificato Nofri. Di lì a poco infatti uscirà un Belcastro generoso ed entrerà la solita sicurezza Boldrini. Piero in piedi a battere le mani, soddisfatto della scelta del mister.

Il presidentissimo segue la gara con attenzione, e quando al triplice fischio che decreta la vittoria dei gialloblu lo speaker del ''Rocchi'' annuncia ''Viterbo batte Grosseto 1-0'' si alza in piedi e applaude con convinzione. Viterbo ha vinto, ha battuto il Grosseto, e contemporaneamente anche Rieti e Torres hanno perso. Un'ipoteca sostanziosa sul campionato per la Viterbese, che a otto giornate dalla fine vede la vetta. Il patron entra negli spogliatoi e ricambia il regalo che gli hanno fatto i suoi ragazzi con un suo pensiero personale, di quelli che pesano, nell'euforia collettiva. Ma avverte anche: ''Andiamo avanti, non è finita, mancano otto finali''.

Adesso, però, è il momento della gioia. Sugli spalti, sponda locale, continua la festa nonostante la pioggia battente. E' domenica 28 febbraio, diluvia a Viterbo, ma il cielo è gialloblu sopra le nuvole.





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