ANNO 10 n° 55
Stupro al pub, offerti altri 20mila euro alla vittima. Sale a 60mila il risarcimento
Depositate le motivazioni della sentenza a carico di Francesco Chiriccozzi e Riccardo Licci, il giudice: ''Cifra congrua''
04/12/2019 - 06:42

VITERBO – (b.b.) Stupro all’Old Manners Tavern, dopo l'offerta di altri 20mila euro, sale a 60mila il risarcimento alla vittima. ''Una somma congrua che tiene conto del danno fisico e morale subito dalla donna e, quanto a quello psicologico, della possibilità di ricorrere a cure mediche per ristabilire un idoneo equilibrio’’.  

È in trenta pagine di sentenza, depositata una settimana fa, che il giudice Elisabetta Massini ripercorre quanto accaduto all’interno del pub di piazza Sallupara nella notte tra l’11 e il 12 aprile e fornisce le motivazioni che lo scorso 15 novembre, l’hanno portata a riconoscere come ''congruo'' il risarcimento a 60mila euro e a condannare con rito abbreviato Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci per violenza sessuale di gruppo ai danni di una 36enne viterbese. 

Tre anni al 19enne Chiricozzi e due anni e dieci mesi al 21enne Licci, perché anche quando la donna, semi incosciente a causa di un mix di alcol e farmaci, ''non era più in condizioni di fornire loro un consenso, hanno continuato a fare ciò che pareva loro, in totale dispregio della persona che avevano davanti''. Rapporti sessuali di vario genere ripresi con il cellulare, condivisi con famigliari e amici, poi prontamente cancellati all’indomani della violenza. Assieme ai filmati della videosorveglianza del locale di piazza Sallupara.

Ed è proprio su questo punto che il giudice ha ritenuto necessario operare una distinzione di pena tra i due giovani. ''Sono entrambi pienamente coinvolti nella vicenda – si legge nelle motivazioni della sentenza – ma deve comunque rilevarsi che, nella complessiva condotta tenuta, la figura del Chiricozzi appare decisamente più scaltra del Licci. Chiricozzi ha eliminato foto e video dal telefono ed aveva il possesso delle chiavi dell’Old Manners, dove i filmati della videosorveglianza risultavano cancellati. Il Licci, invece, appare una personalità tutt’altro che scaltra, come dimostrato dalla sua minore prontezza nella eliminazione delle prove a suo carico''. Da qui i due mesi di differenza tra le condanne.

Secondo quanto ricostruito dal giudice, la 36enne conobbe Chiricozzi e Licci all’interno di una nota pizzeria di via Genova, dove sarebbe arrivata in cerca di compagnia. Poi, quando il locale stava per chiudere, li avrebbe seguiti volontariamente nel pub ''per proseguire la serata insieme'' e ''continuare a bere gratis''. Ed è qui che, stordita da un mix di alcol e farmaci assunti in precedenza, sarebbe stata abusata. ''Tuttavia – sottolinea il giudice nella sentenza - non vi è prova che la violenza si sia realizzata dai primi momenti e che sia consistita anche in percosse''. Ecco perché per il pugno, con il quale secondo l’accusa Chiricozzi avrebbe stordito la vittima per poi violentarla, è arrivata l’assoluzione: ''Le modeste lesioni e l’assenza di ecchimosi periorbitali – prosegue - non sono compatibili con un cazzotto, ancor più se tale da determinare un’amnesia totale''.






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