ANNO 9 n° 342
Stefano Pavani davanti al Gip
Stamani alle 9.30 l'udienza in carcere per la convalida del fermo
26/05/2018 - 03:13

VITERBO – Potrebbe decidere di raccontare tutta la sua verità davanti al gip Rita Cialoni oppure avvalersi della facoltà di non rispondere. Come lo scorso 22 maggio, quando, fermato a seguito del ritrovamento del cadavere di Daniele Barchi, per ore non ha aperto bocca nelle stanze protette della Questura.

Stefano Pavani comparirà questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari, affiancato dal suo legale, l'avvocato Luca Paoletti. Per lui un'udienza a porte super blindate che si concluderà presumibilmente con la convalida del fermo e forse con la sua scarcerazione. Data la ''parziale incapacità di intendere e di volere'', Pavani, infatti, potrebbe non essere compatibile con il regime carcerario e quindi, nel caso in cui il giudice decida di confermare la misura cautelare, trasferito in strutture specialistiche. Ma l'ultima parola, come detto, spetterà al gip Rita Cialoni.

L'udienza è fissata per le 9 e mezza nel carcere di Mammagialla, in cui il giovane è recluso dallo scorso martedì.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe massacrato di botte il 42enne Barchi fino ad ucciderlo. Sul cadavere, ritrovato livido e supino all’interno di un monolocale in via Fontanella del Suffragio ci sarebbero chiari segni colluttazione e ferite inferte con delle lame. Forse un coltello. Ma che non sarebbero comunque compatibili con la morte.

A causarla sarebbero state piuttosto la violenza e la ferocia dell’aggressore, scagliatosi contro la vittima con forza. Come testimonia il volto completamente tumefatto. 

Sarà l'autopsia a far luce sulle cause della morte di Barchi: lunedì mattina, dopo l'affidamento dell’incarico al medico legale, verrà svolto l’esame.

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