ANNO 7 n° 228
''Sposata con l’inganno
e accusata di andare
a letto con mio padre''
Il racconto shock della vittima
15/03/2017 - 02:00

VITERBO – ''Nel giro di pochissime ore, mi sono trovata in casa uno sconosciuto: Gregorio D.N. non aveva più un posto dove andare e mio padre gli ho offerto un letto. Ancora non lo sapevo, ma da quel momento sarebbe cominciata la mia fine''. Inizia tra le lacrime il racconto di Giorgiana A.N., giovanissima, ma con un pesante passato alle spalle. ''Ci ha provato con me da subito: voleva che andassi a letto con lui e ad ogni mio rifiuto minacciava di togliersi la vita. Se ne andava in giro con una corda, pronto ad impiccarsi. Avevo paura che la facesse finita per davvero. Ed è così che è iniziato il mio fidanzamento, cedendo al suo ricatto''.

Una relazione con un principio burrascoso e una fine altrettanto turbolenta, che trascina i due nelle aule di tribunale. Lei come parte civile, lui alla sbarra con l’accusa di violenza aggravata.

''Non lo amavo, ma mi ero abituata alla sua presenza. Ero piccola, non sapevo ancora quello che stava succedendo – prosegue la ragazza – e così anche quando nell’aprile del 2009 mi chiese di andare in Romania, lo seguii. Senza problemi.’’. Peccato che, ad attenderla al suo arrivo a Bucarest, c’era un matrimonio già organizzato. ‘’A mia insaputa aveva pensato a tutto: mi sono ritrovata sposata a quell’uomo senza che avessi avuto alcuna voce in capitolo.’’. Da lì, l’inizio dell’incubo. ‘’E’ diventato violento, acciecato da una gelosia senza limiti. Pensava che andassi con altri uomini, che addirittura avessi una relazione con mio zio o con mio padre. Ricordo il capodanno del 2010: stavo ballando con papà ad una festa. Lui arrivò e buttò tutto a terra, cominciò a spintonarmi. Non lo avevo mai visto così arrabbiato.’’. La prima, di una lunga serie di violenze di cui la donna sarebbe stata vittima. Ma non solo. ‘’Era sempre ubriaco, usciva di casa alle 7 e tornava la sera tardi dopo aver bevuto. Voleva che andassi a letto con lui e se non volevo, mi picchiava. In quelle condizioni non era possibile ragionare con lui.’’.

E poi la dipendenza dal gioco d’azzardo: ''Non navigavamo certo nell’oro, perciò cercavo di nascondere i soldi. Non volevo che li spendesse tutti alle slot machines. Ed era in quelle occasioni che perdeva il controllo: era capace di buttare l’intero appartamento all’aria e di minacciarmi. Doveva trovarli. Così come doveva trovare sempre birra fresca in frigo. Anche di mattina, appena sveglio.’’.

''Sono scappata da quell’incubo grazie all’aiuto dell’associazione Erinna: prima di lasciare il mio appartamento volevo lasciare una lettera a mio marito chiedendogli di non fare più del male a me e alla mia famiglia. Grazie ad Anna Maghi non l’ho fatto. Sono andata in questura. Al posto della lettera gli ho lasciato una bella denuncia.’’.


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