ANNO 2 n° 139
Soldati americani bruciano il Corano

È di almeno un morto e una ventina di feriti il bilancio delle violenze in corso in diverse zone dell'Afghanistan contro gli Stati Uniti. Le proteste, in particolare a Jalalabad, nell'est del Paese, e a Kabul, sono scoppiate dopo il rogo di alcune copie del Corano avvenuto martedì nella base militare di Bagram. In via precauzionale l'ambasciata Usa nella capitale afgana è stata chiusa e lo staff è rimasto bloccato al suo interno. Attraverso Twitter, l'ambasciata americana ha annunciato la chiusura della sede diplomatica e il fatto che «ogni viaggio è sospeso». L'ambasciata ha anche invitato tutti quelli che si trovano fuori dalla sede diplomatica a mettersi al sicuro, mentre in strada i protestanti gridano «morte all'America».

La profanazione del testo sacro dell'Islam è stata ammessa dall'Isaf e dal comandante della missione Nato in Afghanistan, generale John Allen, che si è scusato con il «nobile popolo d'Afghanistan». A Kabul ci sono almeno 500 persone in corteo vicino al Parlamento e alla più grande base militare Usa in città. A Jalalabad, un migliaio di studenti ha bloccato le principali arterie di comunicazione.

Corriere.it

22/02/2012 - 10:10



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