

di Jack Frost
Viterbesi 'impazziti' per la neve. Grandi e piccini hanno letteralmente preso d'assalto le strade del centro storico per vivere una Viterbo insolita e completamente imbiancata.
Attrezzati con tute da montagna e slittini i cittadini hanno passato la giornata tra Valle Faul, Sacrario e il centro storico. Qualche ragazzo ha addirittura tirato fuori lo snowboard e trasformato in piste da 'freestyle' le strade abitualmente attraversate da motorini e auto. Scenari consueti per una stazione sciistica ma non per i quartieri della città dei Papi.
Anche i meno equipaggiati non si sono scoraggiati e hanno affrontato la situazione con oggetti di tutt’altro uso quotidiano. Così, le buste di plastica e i pezzi di cartone si sono tramutati slittini e gli stivali sono diventati impermeabili grazie alle semplici bustine che si usano per conservare gli alimenti nel congelatore.
La mattinata è trascorsa in un’atmosfera surreale, ovattata. In alcune zone della città, come San Pellegrino e Pianoscarano il silenzio assordante è stato scomposto solo dallo scroscio dei passi sulla neve dei pochi cittadini a passeggio, mentre a Valle Faul le grida dei ragazzi e dei bambini che scivolavano sulle pendenze hanno risuonato fino a tarda sera.
Immancabili le foto ricordo. Le fontane ricoperte da stalattiti di ghiaccio e l’affollata Valle Faul sono diventate set e oggetto di numerosi scatti da parte della cittadinanza.
Particolarmente suggestivi i quartieri medievali dove il panorama dei tetti spioventi colmi di neve e le strette viuzze candide, hanno creato un sorprendente contrasto con grigia pietra del peperino. E ancora la splendida visuale di piazza San Lorenzo, con il Duomo e il Palazzo dei Papi, dove la neve ha disegnato una splendida cartolina invernale.
Un sabato diverso rispetto alla solita routine, fatta di play station, xbox e televisione.
Un paesaggio che ha riportato tutti indietro nel tempo, il volto nostalgico della città dove tutti sono tornati bambini, tra pupazzi candidi con sciarpa e cappello e battaglie di neve. Perché in fin dei conti, la neve ha sempre il suo fascino.
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