ANNO 7 n° 204
Signori, Confartigianato:
''Un sistema economico
idolatrico fondato
solo sul denaro''
17/02/2017 - 11:28

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Stefano Signori, presidente Confartigianato Viterbo:

Siamo arrivati al famigerato giro di boa, o la barca riesce nella manovra o affonda nella manovra. La nostra associazione la Confartigianato, ha dati relativi all'andamento della micro e media  economia sofferente per la mancanza di accessi al credito, non più giustificativi dai rapporti Banca d'Italia che invece afferma, nel proprio rapporto di non avere avuto richiesta di denaro all'interno degli istituti di credito. Non conosco dove sia la fonte di tali sbadataggini comunicative, ma le cose non stanno proprio così.

Oramai oggi tutti gli imprenditori veri che lavorano e credono nel lavoro e che investono nella loro azienda invece che giocare a dadi con la speculazione finanziaria sono in sintonia nel riconoscere la sola economia quella reale, quella che lascia ricchezza sui territori , quella che vede maestranze nuove ed in crescita esorcizzando lo spettro della disoccupazione rispetto proprio alla disoccupazione giovanile la vera sfida degli ultimi 20 anni. Tale forma imprenditoriale chiede l'accesso al credito, ma i paletti di Basilea ne impediscono l'accesso. Solo alcune piccole entità dei territori, Banche territoriali, ne rimangono ormai sensibili, qui il rapporto rimane ancora umanistico. Ma chi non capisce ciò, chi lo ignora, chi non conosce questa verità, questo palese paradigma, o non vuole saperlo sta ignorando colpevolmente la storia. Ragionare e riflettere su cosa è lo stato, in riferimento, limitatamente al settore economico, si racchiude in un corollario semplicissimo, sull’economia dei territori e della famiglia , investimenti della pubblica amministrazione, - anche quella spicciola-, sulla solidarietà, welfare, ma una grande verità da considerare sempre, il rispetto per il proprio e l’altrui Lavoro.

Non dobbiamo aspettare che il primo maggio diventi un'ennesima giornata alla memoria prima di muoverci per cominciare ad agire. Consiglierei a tutti di ascoltare le parole di Pertini nel suo messaggio di fine anno 1981 - Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo. Era l'anno della fede quando Papa Bergoglio pronunciò il suo discorso sul tema scottante del lavoro. Bellissimo il discorso del Papa in quella seconda giornata di autunno: era il 22 settembre del 2013 all’interno dell’incontro con   il mondo del lavoro sardo che si era svolto come primo appuntamento della visita nella città di Cagliari. È un discorso molto forte contro il sistema economico mondiale contemporaneo, un discorso attuale anche adesso a distanza di quattro anni dal suo pronunciamento, perché si schiera chiaramente contro i poteri forti economici e contro una mentalità economica che oramai ci pervade e comanda il mondo. Egli lascia il discorso precedentemente preparato e parla a braccio lasciandosi guidare dal cuore. Egli parla di “un sistema economico idolatrico'' nel quale ''si scartano gli anziani ed i giovani''.

Parla di un ''sistema senza etica'' dove ''al centro c’è il denaro'', la volontà di Dio sarebbe diversa ''al centro ci devono essere l’uomo e la donna e non il denaro''.

E rivolgendosi alle persone ed ai giovani pronuncia un’esortazione più volte ripetuta anche in precedenti incontri ''non lasciatevi rubare la speranza''.

Questo parlare chiaro di Papa Bergoglio , in ogni ambito ed in ogni riferimento, può certamente non piacere a chi all’interno della curia è abituato a pensare ed a parlare in modo da non dare fastidio agli altri poteri, spesso girandosi altrove , in un rapporto di equilibrio reciproco che rende le cose immobili nella cancrena, ed immobili nella distanza tra poteri forti e popolazione.

Ma chi all’interno della curia, come all’interno della classe politica, pensa ed agisce in questo modo viene meno alla propria funzione, lasciandosi irretire dalle questioni materiali. Il messaggio del Papa è un messaggio di equilibrio un equilibrio che è fondamentale per avere un mondo migliore. Spiraglio vero dell'economia del futuro, una sorta di ritorno al passato , fondato sull'economia reale. Le cause dell'attuale crisi economica nel crollo dei modelli capitalistici, in particolare l'ultimo, definito 'capitalismo ultrafinanziario': non di mercato ma guidato da algoritmi matematici che ha indebolito gli Stati. Infine , l'economia non è in ripresa, per esserlo avrebbe bisogno a livello nazionale di un forte aumento dei salari, delle rese aziendali, dei guadagni da spendere ed investire. Serve di avere  il coraggio di rischiare e agire per qualcosa che va oltre le idee o le propensioni politiche o la semplice economia. Serve il rispetto per l’altro, il che, trasuda da ogni parola della nostra Costituzione Italiana.


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