ANNO 8 n° 348
Si parla de ''Le memorie del Capitano Don Romeo Mezzanotte''
Giovedì in biblioteca per il centenario della fine della Grande Guerra
04/12/2018 - 15:21

CIVITA CASTELLANA - Il fitto programma di eventi, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Civita Castellana per celebrare il centenario della fine della Grande Guerra, si concluderà con l’appuntamento di giovedì 6 dicembre, alle 17,30, presso la biblioteca “E. Minio”.

L’incontro sarà dedicato alla rievocazione della tragica esperienza della guerra in trincea e poi della prigionia, attraverso l’esame di due diari dati alle stampe dal padre redentorista don Romeo Mezzanotte (Civita Castellana 1890 – Bussolengo 1965). Membro di una nota famiglia civitonica, il sacerdote è sconosciuto alla gran parte dei suoi concittadini, perché è vissuto ed ha operato lontano dalla sua terra, a parte le rare visite che periodicamente faceva per ritrovare parenti e amici. Laureato in Lettere all’Università ”La Sapienza” di Roma, egli, come molti altri intellettuali del tempo, fu interventista e partecipò al conflitto, arrivando a congedarsi con il grado di Capitano.

Gli orrori vissuti in prima linea e poi nel campo di prigionia furono interiorizzati attraverso un processo di meditazione spirituale, e aprirono nella sua coscienza una crisi che si risolverà con la scelta del sacerdozio e dell’apostolato a favore degli svantaggiati e dei sofferenti. Si prodigò soprattutto nell’insegnamento ai giovani e nella predicazione, con l’intento di contribuire alla formazione di cittadini onesti e consapevoli. Studioso di letteratura e scrittore lui stesso, volle raccontare a distanza di anni, con animo rasserenato dalla fede, le terribili vicende vissute al fronte: nel 1933 pubblicò “Nella fornace ardente” (diario di guerra: ottobre 1915 - 23 agosto 1917). Nel 1935 nel libro “Sotto il torchio” (diario di prigionia: 4 settembre 1917- 2 novembre 1918) narrò le sue privazioni e i patimenti come prigioniero in terra straniera: la fame è figlia della guerra e sorella della morte.

Gli episodi tuttavia vengono ripercorsi come “prove”, filtrati da una coscienza acquietata dalla luce della fede. A rievocare la figura di questo figlio di Civita Castellana, insignito delle medaglie d’argento e di bronzo al valor militare, sarà la pronipote, prof.ssa Giovanna Mezzanotte, che ha curato la stesura di entrambi i testi, di cui due copie donate alla biblioteca.

C’è da aggiungere che, da parte di alcuni cittadini, è stata avanzata all’amministrazione comunale la proposta di intitolare a questo benemerito sacerdote una via cittadina.







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