ANNO 9 n° 264
Si intesta le auto in conto vendita e minaccia di morte i legittimi proprietari
Condannato a 6 anni di reclusione il gestore di una concessionaria, ''Se vieni, ti levo dal mondo''
11/09/2019 - 06:51

MONTEROSI – (b.b.) Nel giro di alcuni mesi, a cavallo tra il 2010 e il 2011, avrebbe messo in piedi un giro di affari che gli avrebbe permesso di guadagnare oltre centomila euro ai danni di malcapitati clienti della sua concessionaria a Monterosi. Per questo ieri mattina un imprenditore originario di Tarquinia è stato condannato a 6 anni di reclusione.

Secondo l’ipotesi della Procura, sposata dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, l’uomo, classe 1976, in più occasioni si sarebbe appropriato delle autovetture affidategli in conto vendita, falsificando le firme e i documenti dei legittimi proprietari o si sarebbe rifiutato di restituire le macchine lasciate in riparazione all’interno della sua officina.

Da qui il reato di appropriazione indebita di una decina di auto, formulato a sua carico dalla Procura, a cui vanno ad aggiungersi quelli di truffa e minacce.

Perché il 43enne, gravato da precedenti penali per tentato omicidio, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti, avrebbe anche minacciato di morte chiunque tentasse di riavere indietro la propria vettura: ''Ti levo dal mondo'' o ''Vengo su e ti do un sacco di legnate'' sarebbero state le frasi più ricorrenti per far desistere i malcapitati dal pretendere la restituzione delle auto.

Minacce di morte o di ritorsioni fisiche a chiunque tentasse di riavere indietro le vetture lasciate in conto vendita o in riparazione.

Ma l’illecito giro d’affari, per cui l’uomo si è beccato una pena ben più alta rispetto a quella richiesta dal pm Michele Adragna, si sarebbe basato anche sulla truffa: in più occasioni, infatti, l’uomo si sarebbe fatto pagare anticipatamente le auto vendute ai clienti, ‘’per accelerare le pratiche’’ senza mai consegnare davvero le quattroruote.

Denunciato dai malcapitati, è finito alla sbarra: ieri a distanza di nove anni la condanna.






Facebook Twitter Rss