ANNO 8 n° 343
Sgarbi, Auriemma, Ferri e Ainis hanno intitolato cippi a Borsellino e Tortora a Sutri
07/12/2018 - 15:53

SUTRI  - Studenti, amministrazione comunale e uomini di Stato insieme, oggi a Sutri, nella celebrazione di due sguardi volti al confine tra la giustizia e l'ingiustizia, che lasciano una pesante ed essenziale eredità al nostro Paese, quella di una battaglia, costantemente aperta, per la verità: Paolo Borsellino ed Enzo Tortora.

Due cippi commemorativi sono stati intitolati alla loro memoria, successivamente alla consueta testimonianza svoltasi a Palazzo Doebbing, per la serie ''Le strade e la storia. Voci a Sutri'' che da mesi sta portando nella città della Tuscia, personaggi importanti dello scenario culturale e istituzionale italiano, a rendere omaggio alle eccellenze che hanno reso grande questo Paese, per ''portare i giovani ad ascoltare esperienze che appartengono alla storia, poiché una strada è intitolata non per capriccio del sindaco ma per la grandezza di certi italiani. La scuola parla di poeti che poi da uomini dimenticano, sfollati dalla nostra memoria come fossero mera materia scolastica'', così come ha affermato il sindaco Vittorio Sgarbi davanti alle classi della Terza Media di Sutri che oggi hanno partecipato al ricordo di Borsellino e Tortora.

Sgarbi ha ricordato i due come ''un grande magistrato, un grande eroe della storia italiana recente, e una vittima della magistratura. Due esempi straordinari, adatti alla presenza degli studenti''. Assieme al sindaco anche Cosimo Maria Ferri, deputato e magistrato, che ha evidenziato uno dei grandi meriti di Borsellino, ovvero quello di essere capace di stimolare la coscienza delle persone, la società civile, e insieme la politica a intervenire in maniera forte e organizzata contro la mafia: ''dobbiamo noi cittadini parlare della mafia, nelle scuole, la lotta contro la mafia inizia qui. Ci vuole il coraggio di Paolo Borsellino ognuno nel proprio ruolo a dire NO alla criminalità''.

Ferri ha anche ricordato la necessità di modernizzare l'opera di contrasto alle mafie: «Il tema vero è come fermare l'attività imprenditoriale della mafia, che gli consente di arricchirsi e di sviluppare e controllare una serie di attività economiche», terminando con un omaggio ai familiari delle forze dell'ordine caduti nel loro compito di tutela e protezione degli uomini di Stato. Dello stesso indirizzo anche l'intervento del procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, che ha sottolineato l'alto senso di civiltà che pervade la legge e che forma un bene irrinunciabile, a cui è necessario che ognuno contribuisca: ''La vittoria dell'Italia sulla delinquenza si è mostrata perché ha continuato a mantenere le regole. Rispettando le regole si vince''.

Il costituzionalista Michele Ainis, invece, è stato chiamato a testimoniare nei dettagli e nelle riflessioni più profonde la figura di Enzo Tortora, martire di una vergognosa persecuzione giudiziaria che lo ha annichilito fino all'estremo. Ainis ha ricordato come la memoria del noto conduttore televisivo non sia stata adeguatamente mantenuta viva in Italia: ''il Paese ha poca memoria. Non è una nostra qualità nazionale. Assorbire una lezione ecco cosa è la memoria. Trovo felice la celebrazione che oggi ci riunisce qui. Tortora era un famoso presentatore televisivo che ha attraversato una vicenda umana terribile''.

Una importante giornata di maturità per Sutri che nell'abbracciare il mondo e l'eccellenza fa professione di fede di civiltà nel ricordo necessario di due figure e due vicende essenziali per riflettere sul bene in questo Paese.







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